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Corriere Della Sera

D’Alema, il “piano vigna” e i consigli degli esperti ... Primo: “Massimo D’Alema non ha acquistato nulla”. Secondo: “Quel che è stato scritto in proposito non corrisponde al vero”. Terzo: “E soltanto un’idea nella sua fase iniziale”. Così Daniela Reggiani, la portavoce di Massimo D’Alema per smentire l’acquisto di un piccolo vigneto da parte dell’ex premier. La zona dovrebbe essere dalle parti di Otricoli, in un’Umbria che è quasi Lazio, ma anche sulla collocazione precisa manca la conferma. Ad ogni modo, D’Alema a breve potrebbe entrare nel club di coloro che si dilettano nel fare il vino. Di certo, ne ha parlato con un enologo sommo come Riccardo Cotarella gli americani lo chiamano il Mago, “The wizard”, gli snobissimi francesi gli hanno affidato un palo di chateau. Il quale non ha nascosto qualche perplessità: “Lui vuol capire se valga la pena impegnarsi, visto che la vigna sarebbe di soli due ettari. Troppo poco, secondo me, visti i costi fissi che comunque bisognerebbe sopportare”. Il dilettarsi di vino non significa per forza dilettantismo. Per esempio, Gad Lerner ha ottenuto dalla sua vigna monferrina i tre bicchieri del Gambero rosso per la barbera Barabba del 2004: “Sì, ma attenzione: il merito è tutto di Fabrizio Iuli, il vignaiolo. Un talento straordinario di queste terre senza il quale probabilmente avrei fatto bottiglie alla moda, dal gusto internazionale e un po’ parvenu”. Il consiglio del giornalista è proprio quello di diffidare “dell’enologo con la recensione su Wine Spectator. L’orgoglio viene proprio dall’unicità del proprio vino, dal suo essere figlio del terroir”. Secondo Lerner, inoltre, D’Alema non deve sperare in ritorni economici: “Da due ettari, fatti i debiti sfoltimenti, sarà tanto ricavare sei, settemila bottiglie. A meno di non poterle vendere a molte decine di euro ciascuna, quel che resta è la gioia di veder crescere il frutto della propria terra”. Per Paolo Panerai, l’editore di Milano Finanza e Class, la vigna è più che un hobby. Dal Castellare di Castellina nel cuore del Chianti alla Frassinello in Maremma con Rotschild-Chateau Lafite e cascina disegnata da Renzo Piano, Panerai si occupa solo di eccellenza. Il consiglio, per D’Alema, è semplice: “Camminare. Io faccio chilometri in mezzo alle vigne. Per capire se si sta andando sulla strada giusta bisogna vedere la vite, capire come è curata”.

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