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Corriere Della Sera

Abramovich e i 52 mila dollari per il pranzo (poco) italiano ... Da Nello’s a New York con sei amici. Mancia di 5 mila dollari... Grandi rossi, Champagne e spaghetti mare-monti... Il menù italiano di Nello’s, 696 Madison Avenue, è un’accozzaglia di piatti (74, dalle insalate ai formaggi) che s’ispirano molto liberamente alle cucine regionali del Bel Paese. Leggere per credere: è tutto sul sito del “New York Magazine Restaurant Guide”. Tra i primi più esilaranti, i ravioli al salmone, mascarpone e caviale. In sintesi, la gastronomia di “Little Italy”, aggiornata al Terzo Millennio. Fatto sta che, venerdì scorso, il miliardario russo Roman Abramovich e i suoi 6 amici, commensali nel ristorante di Manhattan, hanno ordinato scegliendo fior da fiore: dagli spaghetti mare e monti ai rigatoni alla siciliana, alla milanese; dai tagliolini con tartufi, al carpaccio tartufato, al minestrone di verdura, ai calamari fritti, agli asparagi Nello. Fino al tiramisù. I vini? Il Paperone che non bada a spese va subito al dunque. Cioè alla “griffe”: Champagne Cristal rosé e due rossi di gran razza, “Chateau Petrus” e “La Tache Romanée Conti”. Le stesse bottiglie, c’è da scommetterlo, che il patron del “Chelsea” tiene nelle cambuse della sua flotta di yacht. Ma non divaghiamo. Il conto, pubblicato in esclusiva (con le voci dei prezzi al dettaglio) dal sito di gossip Tmz, è astronomico: 47.221,09 dollari. Circa 30.000 euro. Scorrendo la copia, si nota che l’impennata non si deve, com’è ovvio, alla milanese (55 dollari) o al minestrone (18) e neanche ai tagliolini al tartufo (tre porzioni 585 dollari); la colpa è delle prestigiose bevande. Ma i ricarichi sono così alti che neppure i famosi ristoranti stellati del mondo (e non è certo il caso di “Nello’s”) si sognerebbero di applicare. Diecimila dollari per 2 magnum di champagne, 10.000 per 2 di Chateau Petrus e 15.000 per 3 di Romanée Conti. Incavolato, Abramovich? Neanche per sogno. (Scordatevi i turisti giapponesi che gridarono allo scandalo, denunciando un ristorante di Roma per un conto da 579 euro). Il petroliere, 43 anni vissuti avventurosamente, prima di uscire dal locale con il codazzo di ospiti, ha lasciato sul tavolo 5.000 dollari di mancia. È o non è un “happy few” della nuova Russia? La rivista Forbes, del resto, l’ha messo in classifica come l’undicesimo uomo più ricco del mondo. Un tipo che, per dirne una, ha regalato alla fidanzata Daria Zhukova, ex modella, una galleria d’arte a Mosca. Tuttavia, il magnate ha avuto il coraggio di rimproverarla per aver speso, in un pomeriggio di shopping, 118.000 euro. La liquidità di Abramovich non si discute. Piuttosto il gusto. Dopo l’allegro dinner da “Nello’s”, pagato a carissimo prezzo, il petroliere che dimostra di prediligere la cucina italiana (oggi di gran moda) e i vini francesi, dovrebbe - glielo mandano a dire i nostri chef - farsi guidare nella scelta dei menù. E lasci perdere il parmesan con la “rugola”.


“Da noi Aznavour ha saputo scegliere” ... La chef di Pinchiorri... “Conosco vari ristoranti di Manhattan ma “Nello’s” non l’ho mai sentito nominare - dice Annie Feolde, chef dell’Enoteca Pinchiorri (3 stelle Michelin) di Firenze -. Di conseguenza, non posso giudicare né piatti né prezzi. Ho un’impressione, però: certe notizie escono ad arte, ad uso dei media e della pubblicità. Quando, poi, ci sono di mezzo i ricchi e famosi...”.

Che di sicuro frequentano anche l’Enoteca.

“Certo, ma nessuno si sogna di assecondarli nelle scelte più assurde. Per fortuna, i gastronomicamente scorretti che siedono ai nostri tavoli sono pochi. Sabato abbiamo avuto il piacere di ospitare Charles Aznavour e un gruppo di amici. Disponibili, attenti ai cibi e ai vini che abbiamo proposto; discreti soprattutto”.

Abramovich e la sua compagnia si sono buttati sui grandi vini francesi. L’Enoteca è famosa anche per la cantina. Un caveau, pienodi gioielli. Il russo ha scelto bene?

“Su quelle bottiglie non si discute. A parte il prezzo, esagerato. Tuttavia, non è detto che i grandi vini siano l’abbinamento giusto per tutte le pietanze. La scelta è personale, ma nei ristoranti ci sono i sommelier a dare consigli ad hoc”.

Morale della favola?

“La cucina va rispettata e non stravolta. E il puro piacere dello stomaco non è gusto. Il menù della compagnia Abramovich mi sembra non un pranzo ma un incubo”.


“Dovevano ordinare germano e ostriche” ... Il sommelier di Cracco... Abramovich ha preso una fregatura?

“Direi di sì. Pur considerando che alcuni ristoranti hanno ricarichi alti sulle bottiglie, i prezzi di Nello’s sono assurdi”.

Luca Gardini, un titolo di miglior sommelier d’Italia (2004), selezionato per gli “europei” di novembre, lavora con Carlo Cracco, nel famoso ristorante di Milano.

Entriamo nel merito: 5.000 dollari, un magnum di Cristal rosé, 5.000 il Chateau Petrus, 5.000 La Tache Romanée Conti.

“Tremila per il primo, a esagerare. Ma non credo che Ducasse o Troigros lo metterebbero tanto. Quattromila per il secondo, 3.000/3.500 per il terzo. Insisto sull’esagerazione. Insomma, anche i prezzi che sto indicando sono fuori controllo”.

Osservazioni sugli abbinamenti cibi-vini del pranzetto di Manhattan?

“Una parola: sconclusionati. Il Cristal è ok sulle ostriche, sulle crudité di pesce. Mettiamo il Romanée Conti, che è un Pinot noir in purezza, su un risotto, su una pernice, un germano arrosto. Il Petrus, invece, starebbe bene con capriolo, lepre, gigot d’agneau. Dal quel che so, il gruppo di Abramovich ha ordinato altro”.

Lei come si regola da Cracco?

“A parte i figli di papà che scelgono i vini per raccontarlo agli amici e non c’è verso, i miei consigli sono mirati. Senza puntare all’Empireo, a volte, una barbera di ottima qualità è perfetta con certe pietanze”.

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