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Corriere Della Sera

“Ecco il vino multimediale per le nuove generazioni” ... L’erede designato lascia il critico più famoso al mondo Antonio Galloni e il progetto elaborato con i geni del Mit... Antonio galloni, italo americano di 42 anni, era l’erede designato di Robert Parker, il critico del vino più influente al mondo. Ma con un colpo di scena si è dimesso per creare, con due gemi digitali, un sito che svecchierà a colpi di multimedialità la comunicazione del vino. “Parker è stata l’incarnazione del sogno americano, ora tocca a me provarci”, dice Galloni. L’avventura di Galloni inizia prima di Gallonì. Con uno sconosciuto avvocato di Baltimora che negli anni Settanta ciclostila un bollettino in cui gli Chateau francesi vengono classificati con un punteggio da 1 a 100. Lo sconosciuto si chiama Parker, il suo bollettino è The Wine Advocate. I voti alle bottiglie sono una bomba lanciata nel Vecchio Mondo. “Da quando Bernard Brenson aveva fatto la sua lista di opere pittoriche italiane false e autentiche, mai un intenditore americano aveva modificato così radicalmente l’economia della cultura europea” riflette Adam Gopink, nel suo ultimo libro, “In principio era la tavola” (Guanda). La scala numerica di Parker trasforma ogni bevitore in consumatore con il diritto a ricevere per quel paga. Ma come in un racconto di Henry James, ora Parker si ritrova nel suo castello imperiale a chiedersi se era davvero il caso di abdicare. Ha infatti venduto The Wine Advocate a un gruppo di investitori di Singapore. La prima mossa dei neo editori è stata modificare le regole, trasformando i recensori indipendenti in dipendenti. È stato così che Galloni ha deciso di ripartire da zero con una mossa che avrà conseguenze sull’Italia del vino. Galloni seguiva per Parker proprio il nostro Paese (assieme a Borgogna, California e Champagne), e i suoi giudizi hanno contribuito a creare fortune o ad alimentare delusioni. Per la nuova tecno-avventura si è affidato a due ricercatori del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, incubatore di geni descritto in molti film, tra cui “A Beautiful mind”. Il debutto dell’impresa è previsto a marzo. Niente casa editrice ma una piattaforma interattiva con video e audio per far dialogare su Internet i consumatori del vino. vece che lunghi articoli ogni due mesi, una pioggia quotidiana di informazioni interattive. E allo stesso tempo, luoghi d’incontro reale, degustazioni “verticali” e di vecchie annate, ed eventi non solo negli Stati Uniti. “Siamo in quattro - racconta Galloni - io, mia moglie e i due del Mit che si occupano di tecnologia e gestione del business. Il nostro sito diventerà un punto di scambio con i consumatori, con nuove applicazioni, video e forum, recensioni e altro. Riusciremo a descrivere tutte le regioni italiane periodicamente”. Il sito si chiama antoniogalloni.com ed è pensato per catturare l’attenzione dei più giovani. “Sono convinto che con una forma nuova di comunicazione - spiega Galloni - conquisteremo i ragazzi, ora poco interessati al vino, grazie al multimediale, trasmettendo la passione dei vignaioli. Tutte le regioni italiane saranno recensite annualmente. Quella che in questo momento mi ispira di più? La Campania: ho visitato cantine fantastiche”. Parker, secondo Gopink, aveva “meridionalizzato i palati, portandoli a preferire vini più fruttati e alcolici, bombe di sapore al gusto di marmellata di more”. A differenza dell’”Imperatore” Parker, Galloni punta non sulla potenza ma sulla complessità, quella ad esempio degli antichi vigneti autoctoni del Sud. “Ho iniziato nel 2003 - racconta - con un bollettino sui vini del Piemonte. Lavoravo alla Deutsche Bank. Non avevo soldi, usavo la carta di credito per finanziare la nuova impresa. Nel 2006 accettai l’offerta di Parker, a patto di restare indipendente. Lui ha garantito per anni la mia autonomia: potevo scegliere dove andare e cosa scrivere, The Wine Advocate pagava tutto, mai accettato viaggi offerti dalle cantine. Massima libertà e spirito imprenditoriale: questa la formula che ho scelto e che voglio mantenere. Per questo dopo l’arrivo degli investitori di Singapore ho lasciato The Wine Aclvocate”. Inizia così, per il vino, la seconda fase dell’”empirismo americano”, come lo chiama Gopnik, il fenomeno (iniziato proprio con Parker) che ha sconfitto la “tirannia francese sui valori del vino”. Una nuova visione del mondo (enologico) in cui “fatti e numeri sono in grado di dimostrare come stanno davvero le cose, contro tutto ciò che ti dice la tradizione”. Con un’arma in più: due geni multimediali.

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