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Corriere Della Sera

Dieci rosati anti Brad e Angelina ... L’idea di Brad Pitt: un vino da Oscar, studiato a tavolino per vincere. “Il mio rosato Château Miraval in Provenza? Con lo stesso approccio usato per un film. Non mi interessava l’affare, volevo un vino di classe mondiale, di cui essere orgoglioso”. Come produttore, Pitt ha fatto centro, nella sua tenuta da 60 milioni di dollari, con l’aiuto della famiglia di Marc Perrin. Il suo è l’unico rosato tra i migliori 100 vini di Wine Spectator , che nell’ultimo numero gli ha dedicato un’intervista di 7 pagine (l’attore annuncia che lancerà presto un rosso stile Super Tuscan).“Sono un agricoltore”, ha detto l’uomo considerato il più sexy del mondo nel 1995 da People .

Difficile identificare Brad con un lavoratore dei campi. Giorgio Caproni, il poeta livornese, gli avrebbe risposto con quattro versi: “Non chieder più./ Nulla per te qui resta./ Non sei della tribù./ Hai sbagliato foresta (“Cabaletta dello stregone benevolo”). La poesia viene da “I paesaggi”, il libro di Adelphi che raccoglie i disegni di Tullio Pericoli. Colline dolci o geometriche, fantasie ultraterrene, paradisi ad acquarello: raccontano una “natura a cui la cultura ha impresso le proprie forme, senza però distruggerla in quanto natura; e anzi modellandola” (Rosario Assunto, filosofo evocato da Pericoli). È quello che fanno i vignaioli: modellano gli spazi verdi, li trasformano, li proteggono. E cercano di trasmettere nel vino il carattere della terra. Come Filippo Cassano , di Polvanera, a Gioia del Colle, Bari: ha recuperato vecchie vigne di Primitivo e ha creato un Cerasuolo balsamico e fresco con Aleatico e Aglianico. A Sava, Taranto, ecco i capasoni, grandi anfore della Vinicola Savese, sembrano teiere volanti anni 70 degli psichedelici Gong. Sono la culla del Magalino, rosato a base di Racemi di Primitivo. Ha un cuore ossidato, ma i fratelli Pichierri (Cosimo, Vittorio, Roberto, Aldo) l’hanno reso sorprendente. Altro rosato lontano dallo stile internazionale di Pitt-Jolie: quello toscano di Massa Vecchia, a Massa Marittima: Merlot, Malvasia Nera, Cabernet Sauvignon. Poche bottiglie “nate dalla necessità di ridare a un vino industrializzato come il rosato una sua dignità e autenticità”. Una piccola azienda, che si dedica al vino naturale, guidata da Francesca Sfondrini . Un’interpretazione originale, come quella di Francesco Paolo Valentini , abruzzese di Loreto Aprutino. Il suo Cerasuolo si apre lentamente, poi esplode con la potenza dei 14 gradi e la forza fruttata del Montepulciano.
Il Madre Natura Rosé Brut arriva invece dal Roero, Piemonte, una delle zone vinicole insignite dall’Unesco del titolo di patrimonio dell’umanità. Jancis Robinson, master of wine del Financial Times l’ha inserito tra i 100 migliori vini delle feste. “La combinazione di 100% Nebbiolo e zero solfiti dà vita a uno spumante davvero delicato, insolito e profumato di rosa”, ha scritto della bottiglia del vignaiolo Teo Costa , di Castellinaldo.
Aperta solo da tre anni, Vigna Flora ha debuttato all’ultimo Vinitaly: ha appena vinto una medaglia d’oro al concorso Vini rosati d’Italia, ad Otranto, tra 319 etichette di 245 aziende. Il neonato (bio) si chiama Susumaniello Tre Tomoli, da Castellana Grotte (Bari), frutto della nuova vita di Filomena Saponari, ex esperta di marketing. Ha invece 60 anni l’azienda di Michele Calò, a Tuglie, Lecce. Uve Negramaro per il Cerasa, color corallo, gusto sapido. Fernando e Giovanni Calò , figli del fondatore, lo affinano in barriques. Più a Sud, a Faro, nel Messinese, Giovanni Scarfone di Bonavita produce con piglio “naturale” un rosato con uve Nerello mascalese, Nerello cappuccio, Nocera. Speziato, teso e salmastro. Alessio Bigagnoli è veneto, da Calmasino di Bardolino, ha vinto il premio “Etichetta dell’anno 2014”. È un neo vignaiolo, dal 2012. Il suo Chiaretto è leggero, profuma di frutti di bosco. Infine il Cannonau in rosa dei barbaricini Antonietta, Francesco e Salvatore Sedilesu . Il padre Giuseppe vendeva vino sfuso, loro producono un vino morbido che odora di melograno. Sicuramente distante da ogni declinazione hollywoodiana del rosato.

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