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Corriere Della Sera

Parte la vendemmia (aspettando il sole) ... Sul Monte Orfano, forse la terra emersa più antica nella Pianura Padana, inizia oggi la vendemmia 2014. Siamo in Franciacorta, a Coccaglio, lontano dalle aziende più note del distretto del Metodo classico d’Italia. La Coldiretti apre la stagione dell’uva tra le rocce di origine marina in provincia di Brescia. Si raccolgono grappoli di Pinot nero e Chardonnay per spumante di Faccoli, una cantina familiare da 50 mila bottiglie l’anno. I vini (il più noto è l’Extra Brut) risultano sapidi e minerali, come se conservassero il ricordo delle onde. È ancora presto per capire quale sarà il risultato di quest’anno strambo. Mentre Faccoli gioca d’anticipo di una decina di giorni rispetto all’anno scorso, molti altri vignaioli hanno deciso di ritardare l’avvio dei lavori. Colpa della pioggia di luglio, in media il 74% in più, secondo Coldiretti.
In Trentino sono caduti 1.000 millimetri d’acqua nei primi 7 mesi del 2014, la stessa quantità di un intero anno. Un clima simile favorisce malattie delle viti, molti produttori hanno dovuto fronteggiare attacchi di peronospera e di botrite, funghi in grado di danneggiare le piante, come la rilevato la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige.
“La situazione migliorerà - spiega Maurizio Bottura della Fondazione - solo se arriverà il sole. Si comincia con le varietà precoci di base spumante, il grosso della vendemmia da noi partirà il 25 agosto”. “Le uve stanno recuperando, qui la pioggia non ci ha colpito come in altre zone della Toscana - dice Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino - siamo moderatamente ottimisti, abbiamo tolto foglie sulle viti per fare passare più raggi del sole. Per il Sangiovese cominceremo la vendemmia a metà settembre, un ritorno ai tempi tradizionali, come negli anni Settanta e Ottanta, prima delle ondate di caldo che hanno costretto a vendemmie in piena estate”.
Soprattutto al Nord, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, in un’annata difficile come questa saranno i vignaioli a fare la differenza cantina per cantina: i migliori saranno quelli che riusciranno a far sentire nelle bottiglie il carattere delle loro terre. O l’eco del mare, come per i vini del Monte Orfano.

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