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Corriere Della Sera

L’anno nero della vendemmia, calo fino al 30% ... “L’atmosfera era così umida che i pesci sarebbero potuti entrare dalle porte e uscire dalle finestre, nuotando nell’aria delle stanze”. Gli enologi italiani si aggirano quest’anno tra vigne che sembrano uscite da Macondo, il paese immaginario, afflitto da piogge perenni, di “Cent’anni di solitudine”, capolavoro di Gabriel Garcia Màrquez. Una vendemmia così non si vedeva da decenni: pioggia, malattie delle piante, meno uva buona da raccogliere. Poderi in cui due grappoli di uva su tre vengono lasciati a terra, inservibili per bottiglie di qualità; aziende che rinunciano all’annata dei vini migliori; cantine che vedono precipitare la produzione.
Assoenologi, che riunisce i tecnici di settore, ha incrociato i report delle 17 delegazioni e le informazioni raccolte dallo staff del direttore Giuseppe Martelli. Migliaia di dati. È nato così il dossier sulle previsioni 2014. Le stime (riassunte nel grafico) dicono che l’Italia perderà il 13,5% di vino, in alcune zone, come in Sicilia, si scenderà del 30%. Sintetizza il presidente Riccardo Cotarella: “Molte aziende dovranno vendere le rimanenze delle scorse annate. Le uve di collina hanno sofferto meno, assieme a quelle per gli spumanti. Le più a rischio sono quelle destinate ai grandi rossi”.
Gli enologi si attendono 41-42 milioni di vino e mosto a fronte di una media decennale di 46,7 milioni. Solo il Centro Italia salva la quantità: registrerà un +10%. In testa alla produzione resterà il Veneto, 7,8 milioni di ettolitri. Con Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia dovrebbe arrivare al 60% della produzione italiana nel 2014. “La qualità? Poteva andare meglio” dice Cotarella. La speranza è che il clima di settembre e ottobre dia una mano. “Già 25 perturbazioni contro le 9 dell’anno scorso - elenca Martelli -. A luglio in alcune zone ci sono stati 24 giorni di pioggia, sul versante tirrenico ha piovuto più del quadruplo della media. Gli effetti negativi riguardano sia la quantità che la qualità”. Ecco come è andata nelle regioni.

Piemonte

Nella zona del Barolo, si legge nel dossier, grandinate forti e attacchi di peronospera, un pericoloso fungo. “Produzione di buon livello, diverse punte di ottimo, poche di eccellente”.

Lombardia

Pioggia per 90 giorni su 151. La muffa grigia ha attaccato il 15% dei grappoli. In Valtellina “se il tempo migliora si può sperare in una vendemmia interessante anche se ritardata”.

Trentino-Alto Adige

“Vistosi i danni da peronospera, danni da vento per il Marzemino. Gradazioni più basse per lo Chardonnay in Trentino. Meglio in provincia di Bolzano, i vini avranno minor grado alcolico.

Veneto

Bombe d’acqua e temperature basse hanno innescato malattie delle piante. Nella zona dell’Amarone produzione nella norma. Le uve Glera (quelle del Prosecco) avranno grado di acidità interessante”.

Friuli-Venezia Giulia

Maturazione lenta delle uve a causa del freddo. In calo la produzione di Pinot grigio, Friulano, Chardonnay, Cabernet Franc e Merlot.

Emilia-Romagna

“Per le uve di collina casi diffusi di marciume acido e botrite. Abbastanza buono lo stato del Trebbiano.

Toscana

“Se settembre e ottobre saranno favorevoli l’annata sarà interessante, altrimenti non ci saranno punte di ottimo né tantomeno di eccellente”.

Lazio, Umbria

Le piogge di luglio “hanno compromesso lo stato sanitario dei vigneti in tutte le aree”. Ai Castelli Romani e nell’Orvietano per la vendemmia bisognerà attendere la fine del mese.

Marche

Qualità delle uve mediamente buona. Vendemmia in ritardo di una settimana per Verdicchio, Trebbiano, Sangiovese e Montepulciano.

Abruzzo

Danni enormi per la nevicata del novembre scorso ma “si può sperare in un’annata estremamente interessante per i vini Doc”.

Campania

La vendemmia si chiuderà a novembre con l’Aglianico. “Maturazione tardiva con ottimali premesse per l’espressione aromatica delle uve”.

Puglia

La prossima settimana tocca al Primitivo. “Livello delle uve buono, recuperate le rese grazie al clima di agosto. Si stima comunque un calo quantitativo del 20%”.

Sicilia, Sardegna

In Sicilia “produzione al 70% rispetto al 2013, la qualità si prospetta interessante”. In Sardegna “qualità delle uve ottima, pezzatura tornata nella norma”.

Cotarella fa spazio a un raggio d’ottimismo: “I vignaioli più colpiti valorizzeranno le bottiglie già in cantina. In fondo un’annata storta fa parte della storia di ogni cantina”. In fondo, come diceva Aureliano Secondo a Macondo, “non può piovere per tutta la vita”.

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