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Corriere Della Sera

Walter, Pigi e la “follia” del Timorasso ... “Un enologo può dirsi tale quando ottiene una laurea in filosofia”. Walter Massa, vignaiolo-enologo dei Colli Tortonesi, è condottiero anomalo con uno scudiero insolito. Cita pensatori del Cinquecento e rockstar. Porta occhiali da intellettuale, ma ha modi diretti da uomo che fatica sulla terra.Il suo fidato amico si chiama Pigi, veste da cow-boy con salopette da giardiniere, ha i basettoni di Ugo Foscolo e gira buona parte dell’anno a piedi scalzi. Walter e Pigi sono la coppia più eclettica (e fotografata) del vino italiano. Degna di una citazione dell’intellettuale preferito di Walter, Erasmo da Rotterdam: “Nessuna società e nessuna unione potrebbero esistere senza un pizzico di follia”.
La “follia” di Walter (uno dei 200 della guida Vignaioli e vini d’Italia in edicola con il Corriere della Sera) si chiama Timorasso, vitigno antico del Piemonte, quasi scomparso perché difficile e scostante nelle rese. Massa lo ha riportato in vita. Gli altri viticoltori che si dedicavano a Barbera, Cortese e Gavi lo ritenevano uno scellerato, invece è diventato un leader: 30 aziende dei Colli Tortonesi lo hanno seguito, l’ettaro di Timorasso cresciuto nel 1987 è stato moltiplicato per 70 e quel vino bianco è ora una bandiera degli autoctoni. In un giorno d’ottobre, nella sua cantina di Monleale, in provincia di Alessandria, un arrivo e una partenza sono i segni del successo di Massa: arriva un autobus con 30 ristoratori per il Timorasso; e Pigi corre a Modena con un carico per Massimo Bottura, lo chef più celebrato d’Italia, rimasto senza il vino.
“Sono vignaiolo da 4 generazioni - racconta Massa - i miei genitori vendevano vino sfuso. Mio padre mi voleva in ufficio. Ho preferito mangiare fango e polvere, credendo nella immensità del vitigno Barbera. Non è andata bene. Dopo 7-8 anni ho puntato sul Timorasso, 550 bottiglie. Quando sono arrivato a 5.000, altri hanno condiviso la scelta”.
La missione del Timorasso può dirsi compiuta. Massa ora produce 60 mila bottiglie l’anno. I vini a base di Timorasso sono quattro: Derthona, Costa del Vento, Sterpi e Montecitorio, il più elegante. Diretti e originali, a cui ci si deve accostare con animo da esploratori del gusto.
“Io punto ad avere una grande uva, poi l’uva fa il suo percorso - spiega Massa -. L’uomo ha inventato tutto, dal bronzo all’orologio al navigatore satellitare, ma il vino no, è un prodotto della natura. Certo la differenza la fa la nostra sensibilità in cantina. Ci vuole solo buon senso e pazienza per l’attesa che il tempo faccia la sua parte. C’è un brano di Vasco Rossi che lo spiega bene, Sally: “La vita è tutta un equilibrio sopra la follia””.
Per etica e lontananza dal mercato, dice di sentirsi “più collega di un mastro birraio che di un produttore industriale di vino”.
Lo affianca in cantina lo scalzo Pigi, che gira l’Italia del vino con i suoi bicchieri di cristallo personali, Riedel, i migliori del mondo. “Andavamo a scuola assieme - racconta Massa - poi ci siamo ritrovati, lui è un grande agricoltore, trattorista e cuoco. Perché gira scalzo? Dice che è una questione di comfort. Anche così si libera quel “pizzico di follia”.

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