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Corriere Della Sera

Il nuovo mondo rosa di Ferragamo (contro i falsi) ... “Mio padre? Beveva Coca Cola durante le degustazioni. Era imbarazzante”. Salvatore Ferragamo racconta la svolta del padre Ferruccio, presidente della casa di moda che ha servito dive e regine immortali, Greta Garbo, Marilyn Monroe, Elisabetta. Ferruccio, 70 anni, all’inizio si innamorò del Borro, in Valdarno, una tenuta di 700 ettari e un borgo medievale. Poi scoprì i vini. Ed ora, abbandonata la Coca Cola, non manca un appuntamento enologico accanto al figlio. Al Vinitaly, il mese scorso, ha presentato l’ultimo nato, il Bolle di Borro, un rosato Metodo classico, profumi di agrumi da uve Sangiovese. “Quattro gli anni di affinamento, 5.000 bottiglie”, racconta Salvatore, 45 anni, l’amministratore delegato dell’azienda agricola, biondo e con gli occhi azzurri, che sotto la scrivania tiene sia gli stivali da campagna sia quelli per giocare a polo. “Facciamo 6 vini, 160 mila bottiglie l’anno, da 45 ettari - elenca - la nostra bandiera è l’Alessandro dal Borro, un Syrah”. Sulle etichette non figura il cognome di famiglia. “È importante - spiega - ma deve rimanere nel mondo della moda”. Così quando, pochi giorni fa, la famiglia si è accorta che negli Stati Uniti, il mercato prediletto dal Borro, sono comparsi i vini Ferragamo, è stato messo in moto un drappello di legali. Nel mirino è finito Vince Ferragamo, ex giocatore di football ora vignaiolo. Ha una piccola cantina in California, con viti di Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Ha tre figlie, Cara, Venessa e Jenna: dai nomi ha ricavato quello del suo vino, Caressa J. che nel sito consiglia di bere con un piatto di “spaghetti and meatball”, pasta e polpette, errore compreso. L’azienda si chiama Ferragamo Winery. Per i Ferragamo d’Italia è un utilizzo illegale del marchio, ed è quindi scattata la richesta di distruggere tutte le bottiglie prodotte dall’ex quarterback dei Los Angeles Rams. Stesso pressing adottato nella moda: nel 2015 la maison Salvatore Ferragamo ha bloccato 91 mila inserzioni online di borse e cinture contraffatte, chiuso 140 siti illeciti, distrutto 12.500 falsi a altrettanti confiscati, altri 34 mila bloccati alla dogana cinese, per un valore di 17 milioni di dollari. “Quando siamo arrivati al Borro - ricorda l’ad - la tenuta agricola era in rovina, i campi appartenuti alla famiglia Medici Tornaquinci erano abbandonati. Dal 1985 ci venivamo in vacanza. Nel 1993 l’abbiamo acquistata dal duca Amedeo di Savoia-Aosta. Abbiamo restaurato tutto, rimesso in sesto le cantine di tre secoli fa. Abbiamo puntato sul biologico e stiamo transitando al biodinamico. Mio padre era scettico, ma l’ho convinto a iniziare con 10 ettari di viti”.
Come in tutte le famiglie imprenditoriali, alcune regole fissano la trasmissione del potere.
“Siamo 29 cugini - racconta Salvatore Ferragamo - per entrare nelle aziende i pre requisiti sono laurea, master e tre anni di lavoro in imprese non collegate”. Il gemello James è uno dei tre selezionati per la maison. A Salvatore, con la sorella Vittoria, è stato affidato il Borro.
Nel borgo medievale, una rete di ville e appartamenti con 200 posti letto forma il Relais & Chateau. Accanto l’Orto del Prete. Vittoria prepara il Cesto del Borro, 5 chili di frutta e verdura acquistabili da casa. La collezione di incisioni di Ferruccio Ferragamo (Rubens, Rembrandt, Goya, Manet, Picasso) è il patrimonio della Galleria Vino&Arte. C’è una mostra: “Da Mantegna a Warhol. Storie di vino”. Riti dionisiaci, connessioni religiose, gioie domestiche e tormenti alcolici che un ex bevitore di Coca Cola può dissolvere in un guizzo poetico di Charles Simic: “Il miglior argomento in favore del vino, del tabacco, del sesso e dei discorsi a vanvera consiste nel fatto che ogni maggioranza cosiddetta morale li condanna”.

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