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Corriere Della Sera

Vendemmia record
e consumi in calo.
Il paradosso
del vino italiano ... Non si è mal prodotto così tanto vino negli ultimi dieci anni, non si è mai bevuto così poco. Lo dicono i dati sulla vendemmia 2016 in Italia nel dossier di Assoenologi, il gruppo di esperti guidato da Riccardo Cotarella. L’annata è andata bene al Nord, al Centro e nelle Isole: “qualità ottima con punte di eccellenza. Nel Centro Sud le piogge di settembre hanno in parte compromesso la qualità che rimane buona”. Si vedrà meglio quando i vini inizieranno ad affinarsi. Intanto c’è un dato che racconta un mondo con due volti: al record mondiale di quantità (abbiamo scalzato la Francia) si contrappone uninarrestabile diminuzione del consumo. La produzione stimata di vino, per Assoenologi, è cresciuta ancora. Del 2% dopo un 2015 eccezionale che aveva fatto registrare un +10% sul 2014. Un oceano di rossi, rosati e bianchi: milioni di ettolitri. Ma nelle case, nei ristoranti e nelle enoteche si stappano sempre meno bottiglie: il consumo medio degli italiani nel 2017 scenderà, per Assoenologi, sotto i 36 litri pro capite l’anno. Un decennio eravamo a quota 45 litri. La via obbligata per i vignaioli è la ricerca di nuovi mercati: nel 2015 sono stati esportati 20 milioni di ettolitri, per un valore di 5,5 miliardi di euro. Entro tre anni, ha previsto Renzi all’ultimo Vinitaly, si può arrivare a 7,5 miliardi. “Ma esportare di più non basta - riflette Cotarella - perché abbiamo nuovi concorrenti, tra questi i Paesi che possono produrre vino perché il mondo è più caldo, come la Gran Bretagna. Anche Cina e Giappone stanno aumentando i vini imbottigliati. C’è poco da stare euforici per il record della quantità. L’unica strada è aumentare ancora di più la qualità dei vini che raccontano la varietà delle nostre terre”.

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