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Corriere Della Sera

I borghi del Brunello diventano resort ... L’ultimo investimento di Illy in Mastrojanni. All’alba, quando le vesti bianche dei monaci ancora non illuminano Sant’Antimo, Riccardo Illy cammina tra i suoi vigneti, nel verde sospeso sopra l’abbazia. Segue le tracce di cinghiali e caprioli, osserva gli aculei persi dagli istrici. La metamorfosi è completata: il sindaco triestino, il governatore friulano, l’industriale del caffè sono racchiusi in un nuovo uomo, un signore del Brunello. Eccolo in jeans all’evento che a novembre ha animato Montalcino, Barolo,Brunello, la sfida tra i giganti rossi: in piedi, davanti a un piccolo tavolo a stappare e spiegare i suoi vini, quelli della cantina Mastrojanni. Eccolo aggirarsi tra le botti in cantina cercando il Brunello del futuro con Andrea Machetti, l’amministratore delegato che conosce ogni zolla di Mastrojanni. Pareti di roccia diffondono odore di terra, le stanze sono silenziose e linde. Le uve della vendemmia 2016 appena trasformate in vino hanno iniziato il percorso che fra cinque anni approderà alla vendita delle bottiglie. Vini come infanti: il carattere è già visibile. Machetti ha vendemmiato alcuni filari a strati: prima la parte inferiore delle piante, per salvare acidità e freschezza, poi la parte superiore per conservare il succo. Gli assaggi confermano: stessi filari di Sangiovese grosso, straordinarie differenze. Il codice genetico di Mastrojanni si ritrova al palato nei due ci u, Vinga Loreto e Schiena d’Asino 2012: la maturità ha dato piacevolezza al primo, energia e aromi di spezie al secondo. 2013, 2014, 2015, le botti svelano l’evoluzione, del vino che anno dopo anno acquista forza ed eleganza. Nessuno beve, i vini roteano tra palato e lingua prima di essere espulsi in fiotti decisi. “La cantina verrà presto allargata, per la micro vinificazione e per far rinascere il Ciliegiolo in purezza - annuncia Illy - saranno ricavati due appartamenti: in uno alloggerà il gestore del borghetto”. Il borghetto è l’ultimo investimento a Montalcino del signore del Brunello: un gruppo di case antiche a poca distanza dalla cantina, che sta per diventare un resort, 11 camere e suites, alcune già pronte. Travi a vista, colori soffusi, tortora e beige, scale in vetro e ferro, soppalchi, arredamento scelto da Mache tti, spazi ampi con vista sui vigneti e sulla Valle d’Orcia. Con piscina, ristorante e zona wellness. Una tendenza, quella dell’ospitalità a Montalcino, che ha da poco coinvolto altri due produttori di Brunello: Canalicchio di Sopra che ha aperto il Borgo Wine Relais, con doppia piscina di acqua salata e l’azienda; la Tenuta Il Poggione ha ricavato sette appartamenti in un antico casale in pietra. “Abbiamo acquistato Mastrojanni - racconta Illy - nel 2008, ho convinto mia madre, due fratelli e mia sorella che era il momento giusto: gli ettari vitati sono diventati da 24 a 33, puntiamo a quota 150 mila bottiglie. Di Illy ora si occupa Andrea. Mi dedico soprattutto al vino e al cioccolato Domori, due prodotti che hanno in comune i poteri antiossidanti”. Sorride spesso, sembra aver ritrovato la serenità degli anni in cui girava la Grecia in moto con la moglie o navigava a vela tra le isole della Dalmazia. Arriva a Montalcino ogni mese con un’Audi bianca. I vigneti e le passeggiate, i vini da testare, i lavori nel borghetto. Poi alla guida, 600 chilometri verso Trieste. Prima di Siena, spunta la paletta dei carabinieri, c’è un posto di blocco. “Illy, quello del caffè?”. Il brigadiere non sa della metamorfosi. Ora è Illy, signore del Brunello.

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