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Corriere Della Sera

L’ora dei vini stile Occidentali’s karma E la sorpresa del Sangiovese romagnolo … Il Caciara di Ottaviani. E poi Prosecco e Lambrusco, il gioco goloso con 6 bottiglie... La folla grida un mantra, ci sono vini Occidentali’s karma. Ironici e divertenti, come la canzone di Francesco Gabbani che ha vinto il Festival di Sanremo. Vini da “risposte facili, dilemmi inutili”, che mettono all’angolo i pensieri cupi. Robert Byron, esploratore di luoghi del karma, l’aveva capito già negli anni Trenta, in Persia, sulla “Via per l’Oxiana” (il suo libro più famoso): “Dopo le disavventure, tre bottiglie di vino di Shahi, un’insalata di arance e i sigari di Wishaw ridanno il buonumore a tutti”.
Il buonumore ha il colore del Sangiovese. È un vitigno Occidentali’s karma. Se viene se dalle colline giuste, con l’affinamento può esibirsi come un campione di Sanremo, con carattere e profondità, alla Fiorella Mannoia. Più fresco e fuori dalle zone “sacre”, può trasformarsi in un menestrello pop, stile Gabbani. Sul blog Internetgourmet, Angelo Peretti ha paragonato le canzoni di Mannoia ai vini della serietà e del sogno e quelle di Gabbani ai vini della giocosità e della golosità. Il Sangiovese’s karma ha un nome: Caciara. Viene dalla Romagna, i protagonisti sono Davide Lorenzi, fisico e voce da tenore alla Pavarotti, e il fratello Maurizio, occhi mediodentali che sembrano contornati dal kajal. Con loro i cugini Milena e Marco Tonelli. L’azienda si chiama Enio Ottaviani, il nonno. “Siamo passione”, dice Davide, e intona “Romagna mia”. Enio commerciava vini, poi ha acquistato una cantina a San Giovanni in Marignano (Rimini). Nel 2007 la partenza. “Ci dicevano che non saremmo mai riusciti a vendere Sangiovese romagnolo lontano da qui. Dieci anni dopo produciamo 240 mila bottiglie e vendiamo in 35 Paesi, persino in Kenya”. Nella cantina trionfa il cemento per la vinificazione, 47 vasche. “L’acciaio sterilizza, come il suono di uno strumento in playback, il cemento è un concerto live”, declama Maurizio. Il Caciara è davvero un vino live. La versione 2015 profuma di melograno e frutto della passione. D’estate, a temperatura di cantina, evoca una spiaggia felliniana. L’annata 2016 (9 euro a bottiglia), che sarà pronta ad aprile per il Vinitaly, è tinta di porpora, sprizza ciliegie, un tuffo nella brezza salina adriatica. “Il merito è della terra, simile alla Mosella, sabbia, argilla e, sotto, manie azzurre e grigie, nell’oasi del fiume Conca”. “Essere o dover essere, il dubbio amletico” cantato da Gabbani dista mille miglia da qui. I Lorenzi sono romagnoli secondo stereotipo, valzer, mare e simpatia: “Per noi Caciara è una cena in campagna, risa e musica, è una confusione felice”, spiega Davide, lanciando grossi dadi di legno, uno con i nomi dei vini Ottaviani al posto dei numeri, l’altro con i piatti abbinabili (la combinazione vincente è Caciara e carni e pesce alla griglia, salumi e formaggi). “I pescatori del nostro mare bevono Sangiovese all’alba, rientrando in porto, con un brodetto di pesce”. Lo spirito giocoso dei vini Ottaviani viene dalla nonna Ofelia. “Era una cantante, si esibiva al Tre Piccioni di Cattolica d’estate, la vedevamo ogni sabato truccarsi prima di salire sul palco. D’inverno girava l’Europa. Un cliente ci ha portato un filmato del suo spettacolo a Monaco nel 1955: appartiene a voi, ci ha detto”. Altri vini Occidentali’s karma, allegri e leggiadri come il ballo della scimmia di Gabbani che rimanda al libro dello zoologo Desmond Morris? Il Prosecco. Il Giustino B. Ruggeri che Paolo Bisol ha dedicato al padre, il più votato da Wine Advocate (92/100) sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene. O il Dirupo di Andreola e il Coste Piane che Loris Follador prepara secondo l’ancestrale metodo della rifermentazione in bottiglia. Nelle “lezioni di Nirvana” di Gabbani, il “Buddha in fila indiana” potrebbe sorseggiare un Lambrusco: ispira simpatia I Salici di Monte delle Vigne, anch’esso rifermentato in Bottiglia. Mentre la scimmia danzante dello spettacolo sanremese preferirebbe un vino bianco che profuma anche di banana, il Fiano Minutolo di Polvanera. I vini Occidentali’s karma hanno in comune costi contenuti, indole spensierata e la certezza che “panta rei” (tutto scorre), la citazione del filosofo Eraclito della canzone, non va intesa solo in chiave filosofica. Anche questo lo sapeva già on in Persia: “Il vino rosso di Julfa ha il gusto di un Borgogna coltivato in Grecia. Oggi ne abbiamo bevuto una bottiglia a testa”. Buonumore Occidentali’s karma.

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