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Corriere Della Sera

Esselunga, accordo tra gli eredi i Caprotti la porteranno in Borsa … Si chiude il capitolo della successione. Da Citi 1,5 miliardi per le quote dell’immobiliare... A quasi nove mesi dalla scomparsa di Bernardo Caprotti, gli eredi del fondatore di Esselunga hanno trovato l’accordo quadro che permette di chiudere il capitolo della successione del gruppo, garantendo stabilità all’assetto societario, indispensabile per il futuro del primo gruppo italiano dei supermercati. Che, a sorpresa, prevede a termine anche la quotazione a Piazza Affari come opzione strategica. Magari attraverso un perccorso in più tappe. Protagoniste, Giuliana Albera, vedova dell’imprenditore, e la figlia Marina Sylvia, azioniste con il 70% di Esselunga, che portano a compimento un percorso iniziato a fine aprile con la nomina al vertice della società operativa, rispettivamente come presidente onorario e vice - presidente. E a conferma dell’impegno, Marina si appresta a traslocare da Londra a Milano con il marito Francesco Moncada per seguire sempre più da vicino il gruppo e i suoi 23 mila dipendenti. L’intesa, ancora coperta da grande riservatezza, pone fine a lunghi anni di dissidi familiari, è stata raggiunta dopo un round negoziale concluso nella notte tra martedì e mercoledì con la firma, che ora farà scattare la successione. Il filo rosso della soluzione in famiglia parte dalla Villata partecipazioni, la cassaforte immobiliare che contiene larga parte dei muri dei 154 store Esselunga. Primo passo, il gruppo acquisterà per contanti il 45% di Villata dai fratelli Violetta e Giuseppe Caprotti, figli del primo matrimonio del patron lombardo, grazie a un finanziamento di circa 1,5 miliardi messo a disposizione di Esselunga da parte di Citi, l’advisor impegnato a dipanare la matassa degli assetti. L’acquisto delle quote dovrebbe avvenire, secondo alcune fonti, sulla base di una valutazione del l00% di Villata superiore fino al 3o% rispetto a quelle fatte dagli investitori istituzionali prima della scomparsa di Caprotti. Venderanno una quota del 22,5% a Esselunga anche Giuliana e Marina. Il risultato? Esselunga avrà in presa diretta una partecipazione pari ai due terzi (67,5%) dell’immobiliare Villata e l’altro 32,5% resterà a Giuliana e Marina. Esselunga sarà così un gruppo integrato anche sul fronte immobiliare e riceverà i flussi costanti che provengono dagli affitti degli store. Secondo passo, Esselunga si fonderà con la cassaforte Superit, presieduta dal giurista Piergaetano Marchetti, che ora la controlla al 100%. La società manterrà un profilo patrimoniale solido, visto che il debito sarà attorno a due volte il margine operativo lordo del gruppo, pari a 661 milioni nel bilancio del 2016 e previsto in crescita quest’anno. La firma apposta ieri conclude una lunga stagione di tensioni tra i due rami familiari perché il riassetto farà scattare il completamento della successione del gruppo. I fratelli Violetta e Giuseppe si iscriveranno al libro soci di Esselunga. A loro Bernardo Caprotti aveva assegnato il 30%, l’eredità legittima. Come soci di minoranza, non saranno nel board, dovrebbero ricevere informative periodiche e poi uscire con la quotazione. L’assetto proprietario sarà coerente con le scelte di Marina e Giuliana di non vendere. Con un azionista di controllo che con il management guiderà la gestione operativa della società presieduta da Vincenzo Mariconda impegnata con 1,8 miliardi di investimenti e sfide come il rafforzamento del progetto di ecommerce. Gli eredi hanno gettato le basi anche per il futuro che contempla l’Ipo, un’offerta pubblica in iniziale alla Borsa Italiana che terrebbe a battesimo uno dei più grandi gruppi in Europa della distribuzione alimentare, di valore ancora maggiore rispetto al passato perché ora ha l’ampio controllo del business immobiliare. L’Ipo farebbe parte di un piano di medio periodo che non esclude passaggi intermedi, come la cessione di quote a un investitore come operazione ponte verso il listino di Milano, che permetterebbe comunque l’uscita di Violetta e Giuseppe. L’accordo va nella direzione di quanto indicato dal fondatore di Esselunga nel testamento: “Auspico veramente che non ci siano ulteriori contrasti e pretese. Che ognuno possa starsene in pace nei propri ambiti”. Ci hanno lavorato una ventina di avvocati. Dallo studio Grimaldi per Giuliana e Marina più Giuseppe Lombardi, a Bonelli Erede per Violetta e Roberto Casati di Cleary Gottlieb per Giuseppe. Che ora dovranno perfezionare una mole di contratti.

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