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Corriere.it

Un ologramma contro i falsari del vino... Il sistema di «difesa» sulla capsula delle bottiglie realizzato dal gruppo che lavora per la Banca Centrale Europea. Gli eno-pirati sono agguerritissimi e si rischiano contraffazioni delle etichette famose? Il Brunello di Montalcino, uno dei vini più famosi al mondo, si difende con la tecnologia che viene utilizzata per difendere le banconote dai falsari: quella degli ologrammi. La famosa cantina Ciacci Piccolomini d’Aragona ha infatti deciso di utilizzare per il suo eminente rosso lo stesso sofisticato sistema anticontraffazione utilizzato per le banconote, un ologramma inserito a caldo nella capsula. E non si tratta un ologramma qualunque. Ma uno che ha tutte le carte in regola per rendere la vita molto difficile agli eventuali falsari. L’ha creato infatti l’agenzia esclusiva per l’Italia del gruppo tedesco Kurz, lo stesso che fornisce la tecnologia olografica alla Banca Centrale europea per per gli euro. Come dire: sicurezza estrema. «L'idea - dice Paolo Bianchini, che con la sorella Lucia guida la cantina Ciacci Piccolomini d'Aragona - nasce sia dall'esigenza di difendersi dalle contraffazioni, sia dal desiderio di dare ai nostri consumatori un importante valore aggiunto, fornendo la percezione immediata dell'originalitá della bottiglia che acquistano». La cantina conta 40 ettari di vigneto e produce 40.000 bottiglie l'anno di Brunello di Montalcino e 9.000 bottiglie di Brunello Riserva. E non è nuova all'uso di tecnologie avanzate per tutelare il prodotto: nel 2002 aveva provato con i microchip inseriti nelle etichette. Ma cosa si vedrà alla fine, nella capsula autentica dell’importante vino? Una figura con base a specchio e scritte in struttura multicolore aggiunte a un logo realizzato con una particolare combinazione di colori ed effetti grigio satinato. Sicuramente qualcosa di estremamente complicato da contraffare, almeno molto di più delle fascette distribuite dai Consorzi di tutela.

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