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CURIOSITÀ

Cosa mangiano gli astronauti di Artemis II nel viaggio attorno alla Luna

Dieta spaziale senza frigo né rifornimenti: come la Nasa ha progettato i pasti a bordo di Orion
ALIMENTAZIONE, ASTRONAUTI, NASA, SPAZIO, Non Solo Vino
Cosa mangiano gli astronauti di Artemis II nel viaggio attorno alla Luna Ph:Nasa/JoelKowsk

Tra sacche di velluto nero, check-list luminose e il silenzio assoluto che precede l’accensione dei motori, anche un gesto quotidiano come mangiare assume un valore cruciale. Nel ritorno dell’uomo verso l’orbita lunare con la missione Artemis II, infatti, il cibo diventa una componente strategica del volo: a bordo della capsula Orion, priva di refrigerazione e di possibilità di rifornimento, ogni pasto è stato studiato per garantire salute, sicurezza e prestazioni ottimali agli astronauti durante l’intera missione. L’agenzia governativa civile degli Stati Uniti che si occupa di spazio e ricerca aeronautica Nasa ha progettato un sistema alimentare completamente autosufficiente basato su cibi a lunga conservazione, facili da preparare e consumare in microgravità, riducendo al minimo briciole e rifiuti che potrebbero interferire con i sistemi di bordo. I menu sono stati sviluppati in collaborazione con esperti di nutrizione spaziale e con l’equipaggio stesso, che ha potuto assaggiare, valutare e scegliere i piatti prima del volo, bilanciando preferenze personali e fabbisogni nutrizionali. In una giornata tipo, esclusi lancio e rientro, sono previsti colazione, pranzo e cena, oltre a due bevande aromatizzate al giorno per ciascun astronauta, compreso il caffè, in un contesto in cui peso e volume limitano severamente le quantità trasportabili. Niente alimenti freschi, dunque, ma una selezione di cibi pronti, liofilizzati, termostabilizzati o irradiati, che possono essere reidratati grazie al dispenser di acqua potabile o riscaldati con uno scaldavivande compatto, come tortillas, maccheroni al formaggio, carne di manzo stufata, couscous con noci e snack come frutta secca e mandorle, oltre a bevande come tè verde, succhi di frutta o smoothie alla pesca e mango. Rispetto alle missioni Apollo, caratterizzate da scelte limitate e tecnologie alimentari pionieristiche, Artemis II rappresenta l’evoluzione di decenni di ricerca, pur dovendo rinunciare ai vantaggi della Stazione Spaziale Internazionale, che può contare su rifornimenti regolari. Ogni fase del volo ha inoltre menu dedicati: durante lancio e atterraggio, quando alcune attrezzature non sono disponibili, si consumano solo alimenti pronti, mentre nelle fasi di crociera si amplia la varietà delle opzioni. In uno spazio ristretto e condiviso, la sfida resta quella di conciliare nutrizione, sicurezza e comfort, dimostrando che anche lontano dalla Terra l’alimentazione è parte integrante del successo di una missione spaziale.

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