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ATTUALITÀ

Da Roma a Sanremo, trattori in viaggio nella settimana decisiva delle proteste degli agricoltori

Già partiti i primi mezzi in direzione della Capitale, ma altre novità sono attese in serata... Ed Albano si schiera dalla parte dei contadini
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Un momento delle proteste pubblicate dal Cra (“Comitati Riuniti Agricoli”) su Facebook

Da Nord a Sud della Penisola, un weekend di manifestazioni che si è concluso, con un’eco mediatica in crescita, dalle tv ai giornali, ai social, non si parla d’altro, e, soprattutto, l’intenzione di non mollare, ma anzi, di rilanciare, in quella che si annuncia come una settimana decisiva per ottenere qualcosa. Le proteste degli agricoltori in Italia sono arrivate ad un punto di svolta con i trattori, il simbolo del malcontento, che si muovono, pronti a macinare chilometri su chilometri, con l’obiettivo di arrivare a Roma per incontrare le istituzioni e dare un segnale ancora più forte. Vogliono un futuro diverso, certezze, la rivalutazione della propria figura professionale che si sente sempre più “povera” e sotto bersaglio. Due i “filoni” delle proteste, che sembrano muoversi separatamente, ad iniziare dalla sigla “Riscatto Agricolo”, partita questa mattina dalla Toscana (area Valdichiana, terra di confine tra Siena ed Arezzo), dove aveva stabilito un presidio, durato giorni, con centinaia di trattori arrivati momentaneamente, ma a più riprese, a bloccare l’entrata e l’uscita del vicino casello autostradale. Questa mattina hanno, invece, iniziato la “Marcia su Roma”, così “Riscatto Agricolo” l’ha chiamata sui volantini che circolano sui social, con un presidio in Zona Nomentana, che sarà raggiunta nel pomeriggio dopo un lungo tragitto attraverso la Via Cassia, e, dove, probabilmente, troveranno altri “colleghi” pronti ad aggregarsi.
“Obiettivo Roma” dichiarato anche dalla sigla “Comitati Riuniti Agricoli”, che annuncia una novità questa sera “dopo l’incontro con la Questura di Roma”, con la comunicazione di “data, punti, logistica e tutto il resto”. Ma se “Riscatto Agricolo” parla a chiare lettere di “protesta apolitica” (con richieste, espresse in dieci punti, legate alla riprogrammazione del Green Deal, alle importazioni, all’abolizione di vincoli ed incentivi per non coltivare i terreni, alla detassazione, all’agevolazione per il carburante agricolo, al contrasto ai cibi sintetici, alla riduzione dell’Iva per i prodotti alimentari primari, per il vino viene richiesta un’aliquota massima del 10%, al contenimento della fauna selvatica, alla libertà d’impresa, alla riqualificazione dell’agricoltore); i “Comitati Riuniti Agricoli” fanno nomi precisi: nella manifestazione nazionale di Civitavecchia che parte oggi, si legge, nel volantino pubblicato sulla propria pagina Facebook, di una “protesta a difesa dell’agricoltura e della pesca contro le strategie politiche nazionali ed europee vessatorie”, senza dimenticare, poi, le “frecciate” partite contro i sindacati nei giorni scorsi. Danilo Calvani, già leader del Movimento dei “Forconi”, riguardo alla protesta di Roma, ha detto che si uniranno anche “altre categorie”, e, in effetti, i camionisti si sono schierati a favore degli agricoltori, parlando di “data di inizio” e di più punti intorno alla Capitale, annunciati, come detto in precedenza, stasera.
Ma le iniziative non si fermeranno in tutta Italia anche nei prossimi giorni, tanto che sta emergendo qualcosa che avrebbe del “clamoroso”: l’arrivo degli agricoltori a Sanremo nella settimana del Festival, appuntamento che unisce milioni di telespettatori. Gli agricoltori hanno già lanciato un appello al conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo, Amadeus, e stanno trovando l’appoggio di tanti. Ad iniziare da Albano Carrisi, una delle voci più amate dagli italiani ma anche agricoltore e viticoltore nella sua tenuta di Cellino San Marco, in Puglia, che ha detto come “non voglio strumentalizzare il mio doppio ruolo di cantante e di contadino e nemmeno accendere micce. Però, il Festival di Sanremo, che si svolge in una terra dove molti vivono di coltivazione della terra, di floricoltura, potrebbe dedicare attenzione a questa protesta sacrosanta. Sarebbe una bella cosa”. Di protesta “sensata” ha parlato anche il Sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, “anche se mi sembra una questione più con l’Europa”, ha aggiunto il primo cittadino della “Città dei Fiori”, anche lui agricoltore nel settore della floricultura.
Sul versante politico, la premier, Giorgia Meloni, ha annunciato che le risorse del Pnrr per il comparto agricolo passano da 5 ad 8 miliardi, mentre il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo ad un commento apparso sulla sua pagina Facebook, ha voluto fare chiarezza su alcuni aspetti, ad iniziare dalla questione dell’esenzione dell’Irpef agli agricoltori, “una imposta che viene calcolata su parametri che portano grandi proprietari terrieri, che investono poco sulla loro azienda, e piccole aziende dai fatturati molto elevati o produzioni di alto valore, a contribuire maggiormente con le loro tasse al sostegno delle attività di questa nazione. I piccoli proprietari o chi investe, e, quindi, detrae, o non paga nulla o cifre molto basse. Si presume che lo stato percepirà 240 milioni e noi ne abbiamo messi, per esempio, 300 per sostenere le aziende agricole in difficoltà”. Sulla Pac, invece, “il nostro Governo l’ha trovata già programmata e abbiamo chiesto di revisionarla. L’Italia, a differenza della Germania, ha mantenuto il taglio delle accise sul Gasolio agricolo con un costo in bilancio elevatissimo che intendiamo mantenere ritenendolo un ammortizzatore degli elevatissimi costi di produzione”. Lollobrigida ha anche aggiunto che “mai sono stati stanziati fondi per agricoltura in Italia come con questo Governo, mai si è avuto il coraggio di affrontare con determinazione il problema della fauna selvatica e i grandi carnivori” e quindi che “in democrazia ognuno ha diritto di protestare pacificamente contro chi vuole ma se un Governo sostiene le tesi della centralità del mondo agricolo, dal suo insediamento in Italia e in Europa, avrebbe davvero senso attaccarlo o sarebbe utile fare fronte comune per vincere questa battaglia di civiltà?”.
Questa mattina, intanto, di scena la prima riunione del tavolo tecnico, convocato in maniera permanente, sulla Pac - Politica Agricola Comune (che è, da sempre, una delle misure più importanti dell’Unione Europea, tanto che se in passato ha rappresentato anche più delle metà del bilancio Ue, ora il suo peso, seppur ridotto, pesa comunque per più del 33% del budget comunitario, ndr), incontro a cui hanno partecipato, ha spiegato il Ministero dell’Agricoltura, le organizzazioni maggiormente rappresentative del comparto. La riunione, alla presenza del Ministro Lollobrigida e coordinata dal Capo di Gabinetto del dicastero, Raffaele Borriello, è “per avviare un confronto tecnico/politico - spiega il Ministero - sulle modifiche da apportare, nell’immediato, sulle misure della Politica Agricola Comune (Pac). Allo stesso tempo, si è iniziato a ragionare in prospettiva per immaginare una nuova Pac, a partire dal 2027. L’obiettivo è farsi trovare pronti alle prossime sfide. Perché questo strumento, se ben attuato, può diventare un elemento a difesa del reddito degli agricoltori ed essere all’altezza delle esigenze del modello produttivo italiano, per continuare a creare ricchezza. Nell’incontro è stata anche descritta l’attività di dialogo in corso a Bruxelles, nel solco della sovranità alimentare, un concetto da continuare a valorizzare. La prossima settimana si terrà una nuova riunione con le maggiori associazioni e saranno coinvolte anche le organizzazioni minori del comparto”.

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