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Dal mercato cinese alla “fine” della premiumisation in Usa, dal successo del vino in lattina e alla spina all’intreccio con birra e spirits, dal boom dei vini naturali al declino dello Champagne: ecco i trend del 2018 del vino by Euromonitor

Dal ruolo della Cina sul mercato mondiale del vino alla “fine” della premiumisation in Usa, dal successo del vino in lattina alla riscossa del vino sfuso, dall’intreccio con il mondo della birra e degli spirits ai vini naturali pronti a diventare mainstream, fino al declino dello Champagne in favore di Prosecco e Cava. Sono i sette trend che guideranno il consumo globale di vino nel 2018, individuati dall’agenzia leader delle ricerche di marketing Euromonitor (www.euromonitor.com).
La Cina, che gode già di una certa reputazione globale come importatore, continuerà a crescere in questo senso, vivendo nel 2018 una possibile svolta storica: dal consumo di lusso e per pochi al consumo di massa. Merito anche di quanto accade tra i vigneti cinesi, con le due aziende più importanti della regione vinicola di Yantai, nella provincia di Shandong, Changyu Pioneers e Great Wall, riconosciute ufficialmente dall’ufficio marchi, un primo passo verso una vera e propria protezione delle produzioni enoiche locali
Se la reputazione ed il ruolo della Cina crescono,
in Usa le nuove generazioni, i famosi Millennials, ribalteranno l’approccio al vino ereditato dai baby boomers: finirà, in un certo senso, la premiumisation, perché a “tirare” ed incuriosire, più che il brand, la cui narrazione sembra arrivata al capolinea, sarà l’originalità di una bottiglia. Dietro, ci sono anche motivazioni economiche, perché con minori possibilità, i giovani tendono ad uscire dal consumo tradizionale, con i grnadi marchi destinati a perdere la loro influenza.
Se pensavate che quella del vino in lattina fosse poco più di una boutade, dovrete ricredervi: la lattina è destinata a restare, in una sorte di democratizzazione dei consumi del vino, almeno sul mercato Usa, ma grazie alla sua versatilità è pronto a conquistare anche i giovani britannici. Il punto di forza, come dimostrato dall’industria della birra, sta nell’economicità e nella riciclabilità del packaging, che potrebbe rivelarsi, per la natura stessa del vino, anche il suo primo limite. Praticamente a ruota, segue il ritorno del vino alla spina: eco-friendly, accessibile, già in voga da anni a Londra, semplice, potrebbe affermarsi anche altrove.
Tra i trend che caratterizzeranno il 2018, anche l’incontro con altri “mondi”, come quello della birra e dei superalcolici, in una sorta di rapporto circolare. Il birrifici scozzese Innis & Gunn, ad esempio, usa nelle proprie birre chips di legno utilizzate nell’affinamento del vino, e poi “presta” le proprie botti di legno ai produttori di whisky e scotch. Ma il 2018 sarà anche l’anno in cui il vino naturale (o organico, o biodinamico ...) uscirà definitivamente dalla nicchia, diventando finalmente mainstream, e spingendo così tante aziende del vino a prenderne atto e cambiare il proprio stile produttivo ed il proprio approccio, all’insegna della sostenibilità. Infine, le “solite” bollicine: la perdita d’interesse mostrata dalla Gran Bretagna per lo Champagne, come raccontano i dati del 2017, potrebbe essere più di un campanello d’allarme, con il Cava ed il Prosecco pronti a crescere, a patto di lavorare alla costruzione della loro brand equity.

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