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SCENARI

Dal pomodoro San Marzano ai limoni della Costiera Amalfitana: i cibi a rischio per colpa del clima

L’analisi di BonusFinder Italia: quasi 1.200 prodotti alimentari rischiano in futuro di sparire nel Belpaese, in testa c’è il Piemonte
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Pomodoro San Marzano (ph: Facebook, Pomodoro San Marzano)

Quando si parla di clima che cambia si fa presto a suonare il campanello di allarme. Dai ghiacciai, sempre più in sofferenza, alla biodiversità a rischio basti pensare, tanto per fare un esempio, alle api costrette a subire le conseguenze delle alte temperature. Ma anche il cibo rischia grosso perché se il trend non cambia tanti prodotti, sinonimo anche di storia, cultura, tradizione e memoria di un territorio, rischiano di diventare un ricordo del passato. Il cibo italiano, così come lo conosciamo, potrebbe subire drastici cambiamenti in futuro secondo le ultime proiezioni climatiche. Di questo tema ha parlato di recente Luca Mercalli, massimo esperto di climatologia e presidente della Società Meteorologica Italiana, che ha messo in guardia l’Italia sulla vulnerabilità del Paese alla crisi climatica. Un tema che è stato approfondito dal team di BonusFinder Italia che ha analizzato oltre 1.200 prodotti alimentari del Belpaese per scoprire quali sono quelli più a rischio di estinzione a causa degli effetti del cambiamento climatico. Sono state, inoltre, ottenute proiezioni climatiche per valutare quale regione ha i prodotti a piú alto rischio di estinzione.
Il Piemonte è la regione italiana con il maggior numero di prodotti alimentari a rischio di estinzione con un punteggio di rischio di 9,24/10 e 133 alimenti a rischio: entro il 2040, la temperatura media nella regione rischia di aumentare di oltre un grado, con precipitazioni medie destinate a diminuire di sette millimetri, il più alto nello studio. Le razze animali potrebbero scomparire a causa dei cambiamenti climatici e avere un impatto sulla produzione di formaggi come il brös, la robiola e la gioda, oltre a mettere a rischio salumi come la mortadella della Val d’Ossola e frutti come la fragola di Tortona. Segue, al secondo posto, la Lombardia con un punteggio di rischio di 7,67/10 e 90 alimenti a rischio. Entro il 2040, il pesce, gli animali, gli ortaggi, la frutta, i derivati del latte e persino i vitigni saranno tutti a rischio estinzione, secondo i dati, e la produzione di alimenti come lo stracchino, l’uva Lambrusco e la patata bianca di Como potrebbero scomparire. A chiudere il podio c’è la Campania con un punteggio di 6,86/10 e 100 prodotti alimentari “in pericolo”. Tra questi, i deliziosi limoni della Costiera Amalfitana, che non sono solo una delizia culinaria, ma anche un ingrediente chiave nella produzione del Limoncello, e che rischiano l’estinzione insieme al pomodoro San Marzano e al salame napoletano, famosi in tutto il mondo. Capovolgendo la classifica, l’Umbria è la regione italiana che se la passa meglio con un punteggio di 1,93/10 e 17 prodotti alimentari a rischio. Ma anche qui si prevede un aumento della temperatura di quasi un grado entro il 2040 che potrebbe avere un impatto sulla produzione alimentare e sulla fauna locale: il fagiolo del Trasimeno, oggi quasi scomparso, e la ricotta della Valnerina rischiano l’estinzione definitiva.
Sommando il “numero di prodotti alimentari a rischio”, presenti nella tabella dello studio, sono quasi 1.200 in tutto e, tra questi, ci sono anche prodotti Dop.

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