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Dalla A di arancìnu alla Z di zibbìbbu, ecco “Mizzica!”, il dizionario gastronomico siciliano

La cucina dell’isola raccontata attraverso l’espressione culturale che meglio ne rappresenta la complessa varietà e le derivazioni locali: la lingua
Cucina, Mizzica, SICILIA, Non Solo Vino
Il libro raccoglie oltre 6.500 lemmi della gastronomia siciliana

Dalla A di arancìnu alla Z di zibbìbbu, passando per i cannoli, la cassata, la caponata, le sarde a beccafico: a guidarci nella complessa e variegata cucina siciliana ci pensa “Mizzica!” (Topic edizioni, 25 euro, 400 pagg), il dizionario gastronomico siciliano che raccoglie oltre 6.500 lemmi (declinati nelle varianti di ogni provincia, se non addirittura della zona del mercato del pesce da cui nascono), 500 ricette, di cui oltre 100 di dolci, più di 300 nomi di pesci e ancora nomi di piante e frutti (oltre 450) e i prodotti e le specialità tutelate dai marchi Dop, Doc, Docg, Igp, Pat e Presìdi Slow Food. 
Molto più di una mera elencazione di parole e definizioni, è un’immersione nelle radici profonde della cucina siciliana, a testimonianza dello straordinario legame che esiste tra cibo e cultura. E se questo è vero per tutte le cucine del mondo, lo è ancora di più per quella siciliana, che vanta una storia millenaria frutto della commistione tra individui di origini, religioni e culture diverse. E la caratteristica fondamentale della cucina rispetto a ogni altro fenomeno culturale consiste nella sua straordinaria capacità di unire, di avvicinare individui e culture che in ogni altro ambito sarebbero separati da irriducibili distanze. Il risultato del mix culturale è stato la costruzione di un’identità originalissima che ha dato vita a una tradizione gastronomica senza confronti.
Al centro di questa cucina ci sono infatti ingredienti arrivati sull’isola da posti lontanissimi che sono poi diventati siciliani, cultura siciliana. Alcuni hanno mantenuto solo in parte il nome originario: ognuno ha provato a tradurlo a modo suo, piegandolo al dialetto locale. Altri sono stati tramandati di generazione in generazione ma poi sono caduti in disuso. Ad arricchire il dizionario ci sono 12 schede di approfondimento che provano a ricostruire, in maniera evocativa, la storia quanto l’etimologia di alcuni dei piatti più celebri (e le loro varianti nel tempo) come la caponata, le panelle di ceci e la pasta con le sarde. Gli appassionati di cucina ci troveranno tutti i termini necessari per mangiare, bere e cucinare in siciliano, un’ampia raccolta di parole per scoprire ingredienti, razze animali, erbe spontanee, pani, spezie, funghi, utensili, piatti e tradizioni.
“Il mio intento è offrire una guida indispensabile per un viaggio del gusto, dove ogni definizione è un invito a gustare la Sicilia a ogni boccone. Mizzica! - spiega l’autore, Francesco Lauricella - è una parola che rappresenta la Sicilia più autentica, è l’esclamazione che ogni cuoco vorrebbe sentire quando porta a tavola un piatto”.

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