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LA STORIA

Dalla Coca Cola ai Vini Nobili d’Italia, la storia di Vittorio Invernizzi

L’imprenditore piemontese guiderà il prestigioso brand di Assocastelli, che riunisce alcune delle più belle cantine italiane

È partito da una piccola azienda che imbottigliava acqua, la Lurisia, acquistata negli anni Novanta e trasformata in breve tempo in una delle più importanti aziende italiane di beverage, al tal punto che recentemente è stata acquistata dal colosso Coca Cola, e adesso si ritrova al comando del gruppo che riunisce le aziende vinicole storiche d’Italia. È la storia di Vittorio Invernizzi, nuovo presidente di Vini Nobili d’Italia, il prestigioso brand di proprietà di Assocastelli, l’associazione italiana di gestori e proprietari di dimore e residenze d’epoca e storiche creata nel 2016 dal barone Ivan Drogo Inglese come una sorta di interfaccia al Fai (Fondo Ambiente Italiano) che però rappresentasse gli interessi dei proprietari e di tutti i soggetti che lavorano con il patrimonio architettonico italiano.
Invernizzi, imprenditore piemontese proprietario di Villa Ottolenghi Wedekind, relais di lusso sulle colline di Acqui Terme, guiderà un gruppo di cui al momento fanno parte cantine di grande bellezza come Gianfranco Boeri e Borgo Monterosso (Piemonte), Collalto (Veneto), Castello di Spessa (Friuli Venezia Giulia), Villa Lazzarini (Marche), Castello Monaci e Castel di Salve (Puglia) e Tramontana (Calabria).
Un progetto motivato dal fatto che “il patrimonio vinicolo italiano è uno dei migliori biglietti da visita dell’Italia”, spiega Drogo Inglese. Con i Vini Nobili d’Italia che hanno già conquistato una vetrina prestigiosa, la cantina del Consolato Generale della Russia, a Milano, a disposizione di magnati e rappresentanti istituzionali in visita alla sede diplomatica. Una promozione unica per un mercato, quello russo, molto interessante per i produttori italiani.

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