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Dalla merenda della nonna, fatta di torte paradiso e crostate, agli snack senza grassi, bio e ecofriendly: le merendine, ponte tra tradizione e innovazione, sono un settore in forte crescita (+25% annuo) e sono amate da 21 milioni di italiani adulti

Le merendine come ponte tra il passato e il futuro, dalla tradizionale merenda della nonna con torta margherita e crostate, agli snack dolci bio, con pochi grassi, zucchero e sale. Un settore in forte crescita quello delle merendine confezionate, che ha registrato un +25% in un solo anno (2016 rispetto a 2015) e 1 miliardo di euro di fatturato annuo, con investimenti nella ricerca ed innovazione di 20 milioni di euro all’anno (il 2% del fatturato), secondo le ricerche di Aidepi, l’Associazione delle industrie del dolce e della pasta, su dati Doxa/Iri (www.aidepi.it). Non a caso questo tipo di snack dolci è da sempre amato da grandi e piccoli: ben 21 milioni di adulti ne consumano abitualmente, la maggior parte a metà mattina e nel pomeriggio (65%).

Ma perché da 30-40 anni le merendine sono così speciali per i consumatori italiani, e hanno resistito tutti questi anni sugli scaffali dei supermercati praticamente invariate? Tutto proviene, come sempre, dalle tradizioni culinarie del Belpaese, a cui si legano ricordi emotivi e personali, come la merenda data dalla nonna che consisteva di solito in torte come la torta paradiso o il pan di spagna, o le crostate. Le merendine nascono, negli anni 50, proprio dall’idea di confezionare la merenda tradizionale: ecco che i consumatori, anche adulti, vedono nello snack dolce non solo uno spuntino goloso, ma anche un ricordo dell’infanzia. Ma, al contrario di ciò che questo legame emotivo può far pensare, l’universo delle merendine è in continua innovazione, con 20-30 nuovi prodotti nuovi inseriti nel mercato ogni anno, seguendo le tendenze alimentari: lievito madre, assenza di acidi grassi trans, catena di approvvigionamento a filiera corta, materie prime controllate sono le parole d’ordine nella produzione di una merendina di qualità di questi anni. Secondo i dati Iri infatti negli ultimi 2-3 anni ben 4 italiani su 10 (37%) hanno cambiato le scelte di acquisto sulle merendine puntando sempre più su prodotti innovativi legati al filone salutistico, di alta qualità, bio, solidali. Numeri confermati da una recente ricerca Aidepi/Doxa secondo la quale per il 68% degli italiani le merendine sono un prodotto sempre al passo con i tempi e con le esigenze dei consumatori moderni. E ancora: il 63% considera le merendine un prodotto pratico e buono con cui fare merenda in ogni occasione. Infine ben 4 su 10 (20 milioni di persone), tra i desideri sulle merendine chiedono all’industria dolciaria di continuare a investire nell’innovazione di processo e prodotto.

Ci sono stati però anche “tempi bui” per le merendine, attirando spesso critiche da parte di salutisti e dietologi sulle quantità di calorie che contengono e sulla quantità di zuccheri e grassi, nocivi soprattutto per i bambini. Oggi si va dalle 100 chilocalorie delle più semplici fino alle 180-200 chilocalorie circa delle più ricche, e coprono in media tra il 6 e il 7% della quantità di energia raccomandata ogni giorno a bambini e ragazzi. Non apporta dunque più calorie di una porzione di pizza margherita da 100 grammi (213 chilocalorie) o di un panino di 40 grammi con 30 grammi prosciutto crudo (210 chilocalorie), anche se il 78% degli italiani non lo sa.

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