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CAMBIAMENTO

Dalla Treccani alla terra: la scelta di vita di Martino Patti, il pastore di Cascina Badin

Dopo la laurea a Lione, e l’esperienza all’istituto dell’Enciclopedia Italiana, il ritorno in Piemonte tra le capre e i formaggi eco-friendly

Quante volte, chiusi in ufficio, davanti al pc, abbiamo pensato di dire basta, mollare tutto e ripartire. Dalla terra, magari, dove tutto nasce. Ci vuole coraggio, molto, per andare fino in fondo, specie quando davanti si ha una carriera ben avviata. Il coraggio e la voglia di cambiare che non sono mancati a Martino Patti, contadino o, come lui stesso ama definirsi, pastore, di Cascina Badin, nata nel 2012 in Piemonte, a Castagneto Po.. Patti, torinese di nascita, si era laureato in storia a Lione nel 2004, specializzandosi poi in Germanistica. Allievo della Classe di Lettere alla Scuola Normale Superiore a Pisa, tra il 2008 e il 2011, nel frattempo lavora alla Treccani di Roma come collaboratore della direzione editoriale. Fino a quando, appunto, non si rende conto che non è quella la vita che vuole: le dinamiche implicite all’Accademia in tema di relazioni umane e di etica del lavoro gli stanno strette e il desiderio di vivere in maniera autentica, di ritornare alla natura prevale.
Decide quindi di lasciare definitivamente la Capitale e di ritornare stabilmente insieme alla sua famiglia - sua moglie e sua figlia di tre anni - in Piemonte, dove inizia la sua seconda vita. Una quotidianità che prende spunto dai valori che suo nonno gli ha trasmesso fin dalla tenera età, durante le vacanze estive passate con lui in Sicilia: l’amore e il rispetto per la natura e per gli animali. Nasce così, come detto, Cascina Badin, una piccola impresa a conduzione familiare, un vero e proprio stile di vita, in cui Martino Patti alleva e si prende cura delle capre. Dal cui latte produce formaggi come la robiola, la toma “Saronsella”, la ricotta di capra, i tomini monoporzione, chiamati “bottoni”, lo yogurt di capra colato alla greca nei teli di lino, diversi formaggi stagionati nel carbone vegetale e altre tipologie di tome. All’insegna dell’eccellenza, in una dimensione eco-friendly, rispettosa dell’ambiente e dei suoi naturali cicli vitali. Non utilizzando né tracciatura industriale né plastica, infatti, si salvaguardano le proprietà organolettiche e nutrizionali di tutta l’offerta. Inoltre, le capre vengono allevate secondo una modalità estensiva, il più possibile all’aperto, e nutrite in stalla con fieno magro di collina, senza ricorso ai mangimi iperproteici.
“Se dovessi definire quali sono i valori cardine di Cascina Badin - spiega Martino Patti - direi senza dubbio il rispetto della dignità del lavoro che, ad oggi, spesso viene meno. Il benessere dell’animale, le logiche che privilegiano l’attenzione alla qualità a tutto tondo rispetto alla quantità, lo sforzo continuo di preservazione e la custodia della tradizione locale, così da mantenere viva la cultura gastronomica del Piemonte attraverso ricette rivisitate e, infine, l’artigianalità radicale, presente in ogni singolo processo”.

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