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LE PRALINE “INFERNUM”

“Dantedì”, anche l’enogastronomia italiana celebra Dante Alighieri. Per la gioia di tutti i golosi

Se il vino vanta tra i produttori i discendenti del Poeta che canta la Vernaccia, l’omaggio della chocolatier Paola Francesca Bertani è una tentazione
Non Solo Vino
Le praline “Infernum”, omaggio a Dante

Non c’è aspetto della nostra cultura che non sia influenzato dall’opera del Sommo Poeta, e l’enogastronomia non fa certo eccezione. L’Italia che nel 2021 celebra Dante Alighieri nei 700 anni dalla morte a Ravenna nel 1321, vanta tra i produttori di vino i discendenti del padre della lingua italiana e la Vernaccia di San Gimignano, tra i bianchi più antichi d’Italia, famosa già all’epoca di Dante, è il vino “cantato” nella “Divina Commedia” nella cornice dei Golosi in Purgatorio. Senza dimenticare che le “Vie di Dante”, il “cammino slow” da Firenze a Ravenna attraverso i luoghi che Dante attraversò durante l’esilio, è tra le 30 Best in Travel 2021 del mondo per Lonely Planet, unica meta italiana, per la bellezza delle due città d’arte e la natura, ma anche grazie all’enogastronomia. Ma, aspettando il Dantedì (25 marzo) una vera tentazione per i golosi, è l’omaggio a Dante della “chocolatier” Paola Francesca Bertani: “Infernvm”, una limited edition - solo 700 scatole numerate - per un percorso di degustazione in nove praline ispirato ai cerchi dell’Inferno, attraverso il cioccolato artigianale della sua isola, l’Elba.
Il primo cioccolatino dedicato al Limbo racchiude una ganache al latte di mandorla, si parte con toni “soft”, per una colpa lieve. È una pralina “sospesa”: una nuvola di mandorla pralinata e latte di mandorla, molto armonica e senza contrasti. Per i Lussuriosi una ganache al mango e rum, un ripieno che richiama la passione e il piacere sensuale, avvolgente e inebriante, da condividere con la persona che si ama. A rappresentare i Golosi è un caramello salato alla cannella per un cioccolatino voluttuoso, a cui non si può resistere, tentazione continua che risucchia in un vortice di dolcezza. Per gli Avari, che si sono persi nell’accumulo di beni, un ripieno di ganache al cioccolato bianco e noce moscata, un connubio particolare per una pralina “gastronomica” che richiama piatti salati e nella quale la spezia rappresenta la ricchezza. Gli Iracondi, che non contengono la rabbia, racchiudono una ganache di peperoncino: un cioccolatino, infuocato e disturbante, ma bilanciato dalle note agrumate del pepe di Timut. Da qui ci si addentra nella “Città di Dite” , la zona più profonda dell’Inferno, dove troviamo gli Eretici interpretati da una ganache al lampone e bacche di ginepro, dove il lampone rappresenta l’“ortodossia” e il ginepro la rottura, in un connubio per chi non vuole uniformarsi. Per i Violenti una ganache alcolica alla grappa torbata, una pralina potente, la più forte, con una notevole spinta alcolica. Nelle “bolge” troviamo i Fraudolenti, e una riduzione di aceto balsamico di Aleatico e ganache alla ciliegia, colui che ti imbroglia, ti confonde, prima addolcendoti con una golosa ciliegia e, una volta conquistata la fiducia, arriva la nota balsamica dell’aceto. Dopo il “pozzo dei giganti”, l’ultima e più tragica parte dell’Inferno, il nono cerchio, dove sono puniti i Traditori: ganache 100% massa cacao e liquore alla mandorla, in cui domina la nota amaricante, un sapore persistente e potente, ma che predispone il palato ad accogliere come più “dolce” tutto quello che si può assaggiare dopo.

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