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LA CURIOSITÀ

Degustazione del vino oltre i tecnicismi: nasce la “scheda di degustazione emozionale”

Ad idearla il progetto “Sommelier Coach“ dei sommelier Enrico Mazza e Gennaro Buono. E si basa su ricordi, sensazioni e sogni evocati dal vino
DEGUSTAZIONE EMOZIONALE, EMOZIONI, RICORDI, SENSAZIONI, SOMMELIER COACH, vino, Italia
Enrico Mazza e Gennaro Buono, ideatori di “Sommelier Coach”

Degustare un vino e non raccontarlo con un linguaggio tecnico, ma raccontando le emozioni, i ricordi e le sensazioni, ma anche i luoghi o, perché no, una musica o una canzone che i suoi colori, profumi e sapori evocano. Nell’eterno tentativo di sdoganare il linguaggio ed il racconto della degustazione del vino andando oltre quella specialistica degli addetti ai lavori (in certi contesti inevitabile e necessaria), arriva la “scheda di degustazione emozionale”, ideata da “Sommelier Coach”, il primo programma al mondo che abbina il mondo del vino a quello della crescita personale, ideato da due professionisti Enrico Mazza (sommelier ed esperto di Champagne a livello internazionale, Chevalier du Champagne, Maître Sabreur, stilista di moda e profondo conoscitore del mondo del lusso in tutte le sue sfaccettature) e Gennaro Buono (sommelier professionista, Campione Italiano Aspi nel 2012 e tra i primi 30 migliori Sommelier del mondo nel concorso Asi di Mendoza del 2016).Il vino è una materia viva: per questo la sua comunicazione - spiegano Mazza e Buono - deve essere al passo coi tempi, assecondare nuovi stimoli, esaltare sensazioni reali e la percezione più intima di noi stessi grazie al coinvolgimento di tutti i nostri sensi. Basta con i tecnicismi, con la terminologia complicata legata a proprietà organolettiche, ai classici esami visivi, olfattivi e degustativi tipici della degustazione “old style” che mettono in luce solo l’oggettività facendo perdere tutte quelle emozioni che possiamo provare con un calice in mano”.
Da questo pensiero, dunque, nasce il metodo - raccontato nell’edizione n. 2 “Sommelier Live Coach” 2021, andato in scena a Rimini nei giorni scorsi, a cui hanno preso parte anche lo chef Gennarino Esposito, due stelle Michelin con la “Torre del Saracino” di Vico Equense, il critico Luigi Gremona, il “re dei cocktail” del Principato di Monaco, Giorgio Rocchino, e ancora Lorenzo Ferraboschi, massimo esperto al mondo in tema di Saké, Luca Maffei, maestro profumiere di fama internazionale, Gianluca Impastato, noto comico di “Colorado Café”, ed Andrea Silvestrone, atleta paralimpico campione di weelchair tennis - “che si fonda su anni di studio e approfondimento del settore e delle esigenze di chi lo conosce, ma soprattutto di chi si approccia al tema per la prima volta e ha bisogno di capirlo e viverlo in maniera più semplice e comprensibile. Ecco che allora la degustazione diventa qualcosa che va al di là del momento formativo in senso stretto, ma diventa un’esperienza che racchiude una vita intera con tutte le sue esperienze, ricordi ed emozioni. Un momento di introspezione, ma anche di profonda condivisione di ciò che siamo e vogliamo diventare”.
E, così, dunque, la degustazione diventa “emozionale”, perché cambiano le regole che hanno definito finora l’analisi degustativa tradizionale, “più accademica e legata all’oggettività, in favore di un “racconto del vino” non solo per gli “addetti ai lavori” ma più semplice, familiare, che non annoia: perché l’obiettivo di un buon degustatore è farsi capire, emozionare le persone e renderle libere dai condizionamenti”.

Mentre le tradizionali schede di degustazione si compongono delle classiche informazioni legate alla tipologia del vino e ai canonici esami visivi, olfattivi, gustativi, la scheda di degustazione emozionale del metodo Sommelier Coach propone di rispondere ad altre domande: il colore del vino cosa ti ricorda? Il suo profumo a quale momento o luogo della tua vita ti riporta? Nel suo gusto quale emozione percepisci? Che feeling senti di avere con un bianco o con un rosso? Dove ti immagini mentre lo bevi: in riva al mare al tramonto, o in baita davanti a un camino acceso? A quale musica, brano o artista lo abbineresti?È così che un calice di Greco di Tufo, spiega una nota, può riportare alla mente un piatto di fritto misto o un risotto agli agrumi mangiati in un ristorantino in riva al mare, cullati dal rumore delle onde al tramonto; un Nebbiolo può richiamare le immagini di un piatto di pizzoccheri in compagnia, o uno spezzatino di cervo in una baita in montagna e così via.
“Sono quindi l’emozione, la sensorialità e la centralità della persona a caratterizzare il percorso formativo di “Sommelier Coach”, che ha fatto dell’innovazione e spirito visionario - uniti ad un pizzico di follia - il fattore davvero differenziante e vincente di tutto il programma. 23 paesi nel mondo, 1 libro, 5 programmi formativi, 120 video sessioni formative, 1 campus accademico, 3 attestati internazionali: questi i numeri di Sommelier Coach, “un programma di studio altamente professionale, pensato e creato per chi non è un professionista o non ha mai approfondito prima d’ora questo argomento. Per la prima volta al mondo è stata abbinata la “Formazione sul vino alla Crescita Personale”: un progetto frutto di anni di studio e di ricerca, affinati e testati su migliaia di corsisti, alcuni dei quali oggi ricoprono ruoli di grande responsabilità: direttori di catene alberghiere di lusso, responsabili di food&beverage, chef sommelier e maitre di ristoranti stellati, wine blogger famosi. Un programma che vede la sua massima espressione nel “Sensory Campus”: un percorso accademico sviluppato per chi vuole diventare un “Sommelier Coach Senior Professionista”, capace, credibile e autorevole. Il Campus, che ha la durata di due anni, è strutturato con lezioni online ed experience in alcuni dei luoghi culto per il mondo del vino: Champagne, Langhe, Valpolicella, Montalcino-Val d’Orcia e Costiera Amalfitana.

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