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MISURE ANTICRISI

Distillazione a livello Ue e stoccaggio: le richieste delle Cooperative di Italia, Francia e Spagna

Le organizzazioni di categoria chiedono 350 milioni di euro di plafond per la prima misura, e sostegni all’ammasso dei vini di fascia alta
COOPERAZIONE, DISTILLAZIONE, STOCCAGGIO, UE, vino, Italia
Distillazione a livello Ue e stoccaggio: le richieste delle Cooperative

Competitor sui mercati del mondo, ma alleati nel chiedere all’Unione Europea misure urgenti per il settore vino. Italia, Francia e Spagna si uniscono, almeno sul fronte cooperativo (insieme le cooperative enoiche dei tre Paesi valgono la metà della produzioni di vino europeo, 75 milioni di ettolitri all’anno), e chiedono “l’apertura immediata di una distillazione di crisi europea di 10 milioni di ettolitri con un budget europeo specifico di 350 milioni di euro, per fornire risposte immediate e concrete ad un settore fortemente colpito e da cui dipende l’economia di intere regioni”. Una misura (già proposta da più parti, ma che divide le opinioni, ndr) che, si legge in una nota di Confcooperative, “deve essere europea e prevedere un tasso di 35 euro ad ettolitro, e prevedere anche la possibilità che gli Stati membri aumentino la quota comunitaria per raggiungere prezzi specifici nei diversi paesi produttori dell’Unione europea”.
Le cooperative, inoltre, chiedono inoltre di prevedere una misura di ammasso privato per i vini di fascia alta, la cui commercializzazione può essere posticipata.
Per le cooperative vitivinicole francesi, italiane e spagnole, riporta Confcooperative, “queste misure devono essere finanziate da un bilancio europeo e non dai bilanci del programma nazionale di supporto al settore vitivinicolo, da un lato perché le azioni previste dai Pns sono quasi tutte in fase di realizzazione o in pagamento; dall’altro lato, perché tali misure per essere efficaci, devono essere attivate e finanziate da un bilancio specifico comunitario e non dipendere dalla sussidiarietà concessa a ciascuno Stato membro”.
Intanto, è stato accolto positivamente l’annuncio della Commissione Agricoltura, di voler rendere più flessibili i termini dei programmi nazionali di sostegno per il settore vitivinicolo, per consentire agli Stati membri di adattarli alle reali esigenze dei produttori e di rispondere efficacemente a questa crisi.
“Dall’inizio della crisi il settore vitivinicolo è stato particolarmente colpito - si legge ancora nella lettera - per via del rallentamento delle esportazioni, della chiusura di bar, hotel e ristoranti e del congelamento delle attività turistiche. Il settore vitivinicolo europeo ha già subito una notevole crisi del mercato a causa dei dazi del 25% imposti dagli Usa a determinati vini europei (Italia esclusa, ndr) nell’ottobre 2019 e la futura recessione economica ridurrà ulteriormente il consumo di un prodotto come il vino. I volumi non venduti in questi mesi potrebbero pesare sul prossimo raccolto a causa della mancanza di capacità di stoccaggio nelle cantine”.

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