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DOMINIO “.WINE”, DOPO LE PERPLESSITÀ DELL’OIV SUI POSSIBILI RISCHI DI UN UTILIZZO IMPROPRIO PER LE DENOMINAZIONI, L’ARABIA SAUDITA DICE NO PERCHÉ “SERVIREBBE A PROMUOVERE SOSTANZE CONTRO MORALE E RELIGIONE”. E I TEMPI PER IL VIA LIBERA SI ALLUNGANO

In arrivo i domini internet “.wine” e “.vin”? A richiedere il diritto a gestire le registrazioni all’Icann (Internet Corporation for Assigned Names & Numbers,), società senza scopo di lucro creata per la gestione dei nomi dei domini internet, quattro società private, due dagli Stati Uniti, una dall’Irlanda e una da Gibiliterra. Un’opportunità forse, ma anche un rischio. Per l’Oiv (Organizzazione internazionale della vite e del vino), l’“Onu” del vino, nelle proposte di queste compagnie non sarebbero state espresse sufficienti garanzie per tutelare i nomi di indicazioni geografiche del vino già costituite. Il rischio che si corre, per l’Oiv, è che chiunque possa registrare domini come “Bordeaux.wine” o “Barolo.wine” o ancora, “Franciacorta.vin”, per esempio, con il rischio di un utilizzo improprio a danno della denominazione stessa e dei produttori. Ma c’è chi si oppone per motivi diversi, come l’autorità per le telecomunicazioni dell’Arabia Saudita: il dominio “potrebbe favorire la promozione di sostanze pericolose per l’ordine pubblico e la morale, e proibite in molte religioni e culture”. Il tema, in ogni caso, fa discutere, e per questo l’Icann ha prorogato fino al 26 settembre il termine per postare commenti sull’opportunità di istituire questi domini, che serviranno poi per la decisione finale.

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