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MADE IN ITALY

Eataly verso la Borsa (non per forza in Italia), mentre Roma, store più grande del mondo, si rinnova

Andrea Guerra a Radiocor: “quotazione in 6-12 mesi, non è detto a Milano”. Vicine le aperture a Las Vegas e Parigi, poi Toronto, Verona e Londra

Da un lato il pensiero alla quotazione in Borsa, “che rimane la nostra via maestra e ci arriveremo nei prossimi 6 mesi”, come ribadito dal presidente esecutivo Andrea Guerra a Radiocor, anche se non è detto che debba avvenire per forza in Italia; dall’altro investimenti concreti, con i 2 milioni per potenziare lo store romano che diventa così Eataly Tutto Nuovo, il più grande dei 37 oggi nel mondo, che hanno sviluppato nel 2017 un fatturato di oltre 465 milioni di euro, a cui a breve si aggiungeranno nuove aperture a Las Vegas, Parigi, Verona, Londra, Toronto, Dallas ed in Kuwait. Corre veloce su questo doppio binario la locomotiva Eataly, treno lanciato sul mercato mondiale del made in Italy dalla sua fondazione, a Torino nel 2017, da parte di Oscar Farinetti.
“Stiamo compiendo una serie di step, che ci consentiranno di essere pronti per la Borsa - ha detto Andrea Guerra a Radiocor (come già detto nelle settimane scorse a WineNews) - il piano va avanti, il progetto c’è e la nostra volontà, sin dal primo giorno, è quella di aprire Eataly ad investitori e finanziatori. La nostra via maestra rimane la Borsa, luogo possibile e potenzialmente giusto nei prossimi 6-12 mesi: dobbiamo poi capire se ci sono altre modalità per il nostro progetto di crescita e forse avere a bordo altri investitori”.
“La tecnica della quotazione - ha spiegato Guerra - è ovvia: a un ceto punto si spinge un bottone e si parte. La spinta di quel bottone dipende da come vediamo il mercato azionario nei prossimi 6-12 mesi, da come vediamo la situazione italiana, se è giusto quotarsi a Milano e non invece a New York. Dobbiamo capire ancora una serie di cose”.
Come la possibilità di concretizzare una partnership con il gigante cinese dell’e-commerce, Alibaba:
“abbiamo avuto e continuamente abbiamo delle conversazioni con protagonisti diversi in giro per il mondo, da sempre - ha commentato Guerra - e nel momento in cui la prospettiva di Borsa, visti gli orizzonti possibili e immaginabili, può essere diversa, dobbiamo anche immaginare di fare dei percorsi con capitali privati in modo diverso”.
Intanto le certezze sono le prossime aperture a Las Vegas, a fine dicembre, e poi a Parigi, in marzo, con Galerie Lafayette, mentre in primavera arriverà Toronto, in autunno Verona, e poi, nel 2020, Londra, Dallas e San Josè Silicon Valley.
Mentre l’Eataly di Roma, nella ex stazione Ostiense, diventa il più grande del mondo, nel progetto dell’Eataly Tutto Nuovo, con un investimento da 2 milioni di euro, presentato dallo stesso Guerra insieme a Farinetti.

Uno spazio rinnovato che, “in attesa degli ultimi passaggi del normale iter autorizzativo Eataly Roma diventerà anche la sede del nuovo Pop-Up Store di IKEA”, spiega un comunicato ufficiale, e che sarà un mercato unico nel suo genere con più di 13.000 referenze, 5 ristoranti autentici (la nuova Birreria, Pasta e Pizza, l’Osteria Romana, il Temporary al terzo piano che ospita il Bosco Umbro e il nuovo Terra), e dove troveranno spazio nuovi laboratori di produzione a vista, da quello dedicato alla mozzarella di bufala a quello sulla birra, con un impianto a vista capace di produrre 50.000 litri di birra all’anno, per fare degli esempi.

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