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ETICHETTATURA - “INSODDISFAZIONE E DISAPPUNTO PER QUANTO DECISO OGGI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI UE PER SALUTE E CONSUMATORI”: A DIRLO E’ IL MINISTRO GALAN. E L’ACCORDO UE “NON VA” ANCHE ALLA CIA: “COSI’ NON SI TUTELANO CONSUMATORI E AGRICOLTORI” ...

“Oggi solo in apparenza il Consiglio dei Ministri Europeo per la Salute e i Consumatori sulla questione dell’etichettatura trasparente si è mosso nella giusta direzione. Dico solo in apparenza perché in realtà si tratta di un atto, seppur parziale, che non mi soddisfa, né può soddisfare l’insieme delle forze politiche italiane che solo pochi giorni fa si sono espresse all’unanimità per un’effettiva e giusta etichettatura trasparente. E’ bene si sappia che non sarò e non saremo soddisfatti fino a quando l’Italia non avrà ottenuto il massimo di garanzie su questioni fondamentali per il nostro sviluppo economico, per la salute dei nostri consumatori e per gli interessi più generali del nostro sistema agroalimentare”. Così il Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, sull’accordo politico raggiunto oggi dal Consiglio dei Ministri Ue degli Affari Sociali, Sanità e Consumatori sull’etichettatura degli alimenti che, spiega il presidente della Cia Giuseppe Politi, “non può assolutamente essere accolto in maniera positiva. Se, infatti, da una parte viene confermato quanto sostenuto dal Parlamento Europeo in materia di valori energetici, etichettatura nutrizionale delle bevande alcoliche incluso il vino, sistemi cromatici di etichettatura, dall’altro non garantisce un effettivo obbligo in etichetta del luogo d’origine. Siamo, pertanto, d’accordo con Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura dell’Assemblea di Strasburgo quando afferma che si tratta di un preoccupante passo indietro rispetto agli importanti risultati raggiunti dagli eurodeputati. Dopo, oltretutto, un lungo e faticoso lavoro”.
Per il presidente della Cia Politi, l’Italia, che non ha votato le proposte, deve sviluppare un’azione incisiva per modificare la nuova norma introdotta, in modo da salvaguardare sia i consumatori che gli agricoltori. Quello raggiunto oggi è, d’altra parte, un accordo politico in prima lettura, che dovrà essere adottato in una successiva sessione del Consiglio Ue per poi trasmettere il testo al Parlamento Europeo per una seconda lettura. “Giustamente il presidente De Castro - aggiunge Politi - ha fatto notare che l’obbligo del luogo di provenienza per i prodotti agricoli, per i prodotti mono ingrediente e per carne e pesce ove utilizzati come unico ingrediente nei prodotti trasformati è stato sostituito da un sistema etichettatura su base volontaria, ad eccezione del caso in cui si induca in errore il consumatore, annullando, di fatto, quanto il Parlamento europeo aveva introdotto, grazie all’azione svolta dalla Commissione Agricoltura”.
“Non condividiamo, poi - continua Politi - la decisione che per gli altri prodotti, fatta eccezione per le carni suine, di agnello e di pollame (per i quali viene estesa la normativa oggi vigente per le carni bovine), venga rimandato ad una relazione della Commissione Ue, da presentare al Parlamento entro il 2014, per valutare l’opportunità di introdurre sistemi di etichettatura obbligatoria. Un accordo, quindi - conclude Politi - che lascia molto amaro in bocca, visto soprattutto i risultati estremamente positivi conseguiti nel nostro Paese in fatto di etichettatura, specie dopo l’approvazione del ddl in Senato. Da qui l’esigenza che in seconda lettura si lavori per ripristinare quanto approvato dal Parlamento Europeo che sicuramente rappresenta una risposta efficace nei confronti dei consumatori e dei produttori agricoli”.
Per Vincenzo Donvito, presidente dell’associazione dei consumatori Aduc “il Ministro Fazio ha votato contro le proposte Ue in materia di etichettatura alimentare, specificando di aver agito così a tutela dei produttori italiani. E i consumatori, che sono il 100% della popolazione? Di questo al Ministro non interessa nulla. Il Consiglio dei Ministri Ue proponeva che anche sui prodotti coi marchi della grande distribuzione fosse indicato il produttore e che le indicazioni nutrizionali fossero da specificare non solo per 100 grammi ma anche per porzione. Non solo - aggiunge Donvito - il nostro Ministro è riuscito anche a far approvare l’esenzione dall’obbligo di indicare sulle etichette di alcune bevande alcoliche la liste degli ingredienti e dei contenuti nutrizionali. Compri una mozzarella a marchio, per esempio, Esselunga, Coop o Sisa? Che importa di farti sapere se è prodotta in Cina o Vietnam piuttosto che nel casertano! Che importa se i consumatori continueranno a non sapere che cosa usano i vignaioli per rendere il vino quello che è. L’importante, per il Ministro Fazio, è che i produttori continuino a fare quello che vogliono e che non spendano un centesimo in più per meglio informare i consumatori. Vedremo - conclude il presidente Aduc - quando il tutto sarà obbligatorio come si contorcerà la legislazione italiana per evitare di farvi fede, oppure vedremo i produttori che, come per le quote latte, verseranno migliaia di confezioni di prodotti sulle autostrade pur di non ottemperare alle direttive comunitarie”.

Focus - L’“affaire etichettatura” a Bruxelles, secondo il Ministro della Salute Ferruccio Fazio e il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro
L’Italia ha votato contro le proposte del Consiglio dei Ministri Ue sulle etichette dei prodotti alimentari nella riunione dei ministri degli Affari Sociali, Sanità e Consumatori che si è tenuto oggi a Bruxelles: a comunicarlo è il Ministro della Salute Ferruccio Fazio. In particolare, quello raggiunto oggi è un accordo politico in prima lettura, che dovrà essere adottato in una successiva sessione del Consiglio per poi trasmettere il testo al Parlamento per una seconda lettura. L’Italia si è opposta, spiega Fazio, su due punti in particolare: quello che riguarda i private labels, in particolare, perchè si chiede che anche sui prodotti con i marchi della grande distribuzione sia indicato il produttore, e quello sulle indicazioni nutrizionali, da specificare non solo per 100 grammi ma anche per porzione. “Molto spesso - sottolinea Fazio - quando ci sono problemi di minore importanza si accetta, ma per noi questi due aspetti sono irrinunciabili per la tutela dei nostri produttori”. L’Italia ha in compenso ottenuto l’esenzione dall’obbligo di indicare sulle etichette di alcune bevande alcoliche la lista degli ingredienti e dei contenuti nutrizionali. In particolare, l’accordo raggiunto oggi dal Consiglio Ue per la Salute e i Consumatori, secondo il Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, “ha fatto segnare un drammatico passo indietro in materia di etichettatura dei prodotti alimentari”.
“Il Consiglio dei Ministri Ue - aggiunge De Castro - ha confermato gli importanti risultati conseguiti dal Parlamento Europeo in materia di valori energetici, etichettatura nutrizionale delle bevande alcoliche incluso il vino, sistemi cromatici di etichettatura. Tuttavia, rispetto a quanto approvato dall’Aula di Strasburgo lo scorso mese di giugno, l’accordo di oggi fa segnare una drammatica battuta d’arresto in materia di etichettatura. L’obbligo d’indicare in etichetta il luogo di provenienza per i prodotti agricoli, per i prodotti mono ingrediente e per carne e pesce ove utilizzati come unico ingrediente nei prodotti trasformati, che avevamo introdotto in Parlamento dopo il lungo e complesso lavoro della commissione agricoltura - continua De Castro - è stato sostituito da un sistema etichettatura su base volontaria, ad eccezione del caso in cui si induca in errore il consumatore”.
Per tutti gli altri prodotti, spiega De Castro, si rimanda ad una relazione della Commissione, da presentare al Parlamento entro tre anni, per valutare l’opportunita’ di introdurre sistemi di etichettatura obbligatoria. “L’unica eccezione, riguarda l’estensione alle carni suine, agnello e pollame di quanto previsto per l’etichettatura delle carni bovine - continua De Castro - fatte salve le norme di attuazione. Mentre in Italia si festeggia l’approvazione di una norma destinata a non avere valore giuridico, il Consiglio dei Ministri per la Salute, per mancanza di protagonismo del nostro Paese, approva un Regolamento che ridimensiona alcuni degli importantissimi risultati conseguiti dalla commissione agricoltura del Parlamento Europeo. Purtroppo, sarà quello approvato oggi l’unico Regolamento che potra’ disciplinare in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. Adesso, con la seconda lettura, cercheremo di continuare a lavorare con impegno e responsabilità nel tentativo di modificare la norma approvata oggi per tutelare i nostri agricoltori e consumatori. Un lavoro non facile - conclude De Castro - vista l’impossibilità di reintrodurre disposizioni stralciate dalla posizione comune del Consiglio Ue”.

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