Un mercato, quello del vino europeo, che nel 2025 ha mostrato segnali di fatica e di indietreggiamento su un 2024 che, non bisogna dimenticarlo, fu salutato come un anno da record. I motivi sono noti, dalle tensioni geopolitiche al calo dei consumi, dal cambiamento climatico che prosegue al peso dei dazi, come già sottolineato in una recente analisi pubblicata su WineNews, fino ad un ricambio generazionale che non tiene il passo riguardo ad un interesse per il vino che sta diminuendo tra i più giovani. Anche l’Italia, guardando agli ultimi dati Istat (relativi ad ottobre 2025) che abbiamo analizzato, sta vivendo un 2025 delicato sul capitolo esportazioni, con un -2,7% in valore sullo stesso periodo del 2024. Un fenomeno che, però, è europeo, anche se va contestualizzato. I vini bianchi stanno tenendo molto meglio dei rossi e dei rosati, che, al contrario, sono stati messi più a dura prova dalle scelte di mercato. Un’altra dimostrazione di come il “colore dei calici” stia cambiando, probabilmente a causa di una ricerca sempre maggiore, da parte dei wine lovers, di elementi come bevibilità e freschezza.
Secondo i dati pubblicati da fonti ufficiali e compilati da S&P Global, con analisi di Del Rey Awm, le esportazioni totali di vini fermi in bottiglia dai Paesi dell’Ue sono scese, infatti, a 15,75 miliardi di euro nei 12 mesi, e, quindi, da settembre 2024 a settembre 2025 (-1,7%). Del totale, i vini bianchi hanno rappresentato circa un terzo (5,4 miliardi di euro), mentre i vini rossi e rosati, insieme, i due terzi, pari a 10,3 miliardi di euro. Considerando i volumi, le esportazioni dell’Ue a livello mondiale, inclusi gli scambi nei propri confini, sono diminuite a 32 milioni di ettolitri nello stesso periodo (-3,2%). I vini bianchi hanno raggiunto quasi il 43% del volume totale delle esportazioni, pari a 13,7 milioni di ettolitri, mentre i rossi e i rosati rappresentavano il 57%, ovvero 18,3 milioni di ettolitri. Questa differenza tra volume e valore è legata alle differenze nei prezzi medi. I vini bianchi sono stati esportati a un prezzo medio di 3,94 euro al litro (+2,7%), a differenza di rossi e rosati, che hanno raggiunto un prezzo medio più elevato di 5,65 euro al litro (+1,1%).
I vini bianchi hanno quindi dimostrato resilienza, mantenendo il loro valore di esportazione. Questa stabilità è il risultato di una diminuzione dei volumi (-2,7%), bilanciata da un corrispondente aumento dei prezzi medi all’esportazione (+2,7%). Al contrario, per rossi e rosati, nonostante abbiano registrato un aumento marginale dei loro prezzi medi all’esportazione (+1,1%), la misura non è stata sufficiente a compensare un calo più pronunciato del volume delle esportazioni (-3,5%). Di conseguenza, anche rossi e rosati hanno registrato una tendenza al ribasso del loro valore in euro (-2,5%). Ciò dimostra che gli aggiustamenti dei prezzi non sono stati sufficienti a compensare la più ampia contrazione delle esportazioni durante il periodo considerato.
Si tratta, comunque, di una tendenza consolidata a lungo termine, con i vini bianchi che hanno mantenuto una performance molto migliore rispetto ai loro omologhi rossi e rosati. L’analisi sui dati sulle esportazioni degli ultimi 15 anni, dal 2011 fino a settembre 2025, evidenzia una marcata divergenza nei risultati per queste categorie. Le esportazioni di vini rossi e rosati dai Paesi dell’Ue sono diminuite significativamente, -19% nei volumi, passati da 22,6 a 18,3 milioni di ettolitri, con una perdita di 4,3 milioni di ettolitri. Al contrario, le esportazioni di vini bianchi dell’Ue hanno registrato un andamento positivo, aumentando del 7,5% nello stesso periodo. I volumi esportati di vini bianchi sono cresciuti a 13,7 milioni di ettolitri, con un aumento di circa un milione di ettolitri. Tuttavia, questo aumento dei vini bianchi non è stato sufficiente a compensare il sostanziale calo dei volumi di vino rosso e rosato.
Però, sempre negli ultimi quindici anni, il valore delle esportazioni di vino rosso e bianco europeo ha registrato una crescita sostanziale. Tuttavia, i vini bianchi hanno superato significativamente i rossi ed i rosati in termini di aumento del valore. Nello specifico, le esportazioni di vini rossi e rosati sono cresciute del 36,7%, passando da 7,6 miliardi di euro a 10,3 miliardi di euro (dal 2011 a settembre 2025, ndr). Al contrario, il valore delle esportazioni di vino bianco in bottiglia è aumentato del 167,7% nello stesso periodo, passando da 3,1 miliardi di euro a 5,4 miliardi di euro. Ciò significa che il tasso di crescita dei vini bianchi è stato 4,5 volte superiore a quello dei rossi e dei rosati, sottolinea l’analisi. Dalla fine del 2022, le esportazioni Ue di rossi e rosati sono diminuite del 10% in valore mentre le esportazioni di vino bianco hanno continuato a crescere, +2,4% nello stesso periodo. Sebbene sia i vini rossi che quelli bianchi abbiano recentemente registrato un calo dei volumi di esportazione, la contrazione è stata più pronunciata per i rossi e i rosati, che hanno registrato un calo del 14%. I vini bianchi, invece, hanno registrato un calo più contenuto, del 6,3%.
In sintesi, le esportazioni di vini bianchi dell’Ue hanno avuto costantemente risultati migliori rispetto a rossi e rosati, sia negli ultimi mesi che nel lungo termine. Questa performance superiore è evidente sia in valore che in volume, sebbene sia più pronunciata in termini di crescita del valore. Nonostante i prezzi medi più elevati raggiunti da rossi e rosati, i vini bianchi hanno registrato una crescita complessivamente più forte.
Guardando alle categorie, i vini bianchi varietali, e quindi senza Indicazione Geografica ed etichettati con il vitigno e l’annata, hanno mostrato un’evoluzione in valore più marcata rispetto ai vini Dop. Nel periodo che va dal 2017 fino ai risultati annuali di settembre 2025, le esportazioni dei vini varietali bianchi sono aumentate di quasi il 78% in valore (+21,4% i rossi a 410,1 milioni di euro), raggiungendo i 448,8 milioni di euro, e del 29,7% in volume, arrivando a 170,5 milioni di litri. In confronto, nello stesso periodo, anche i vini Dop bianchi hanno registrato una crescita significativa, con un aumento del 60,7% in valore delle esportazioni, raggiungendo i 3,7 miliardi di euro, e un aumento del 31,2% in volume (702,7 milioni di litri). Qui i rossi segnano però 7,4 miliardi di euro (+11,4%), confermando il loro appeal. In termini di volume, i vini Dop hanno registrato una performance leggermente migliore rispetto ai vini varietali, mentre in termini di crescita del valore, i vini varietali hanno registrato una crescita leggermente più rapida rispetto ai loro omologhi Dop.
I vini Igp continuano, però, a rappresentare una quota significativamente maggiore delle esportazioni dell’Ue rispetto ai vini varietali anche se il loro tasso di crescita è notevolmente inferiore. A differenza di altre categorie di vini, le esportazioni di vini Igp hanno registrato un andamento migliore per i vini rossi e rosati rispetto ai bianchi. Negli ultimi 8 anni, dal 2017, i vini bianchi Igp hanno registrato un calo del 15% in valore (891,4 milioni di euro) e un calo più netto del 24,9% in volume. Al contrario, i vini rossi e rosati Igp sono riusciti a registrare un aumento dell’8,6% in valore (pari a 1,8 miliardi di euro), nonostante un calo del 14% in volume. Tra i vini senza alcuna Indicazione, i bianchi hanno dimostrato una performance migliore dei rossi: +22,5% del valore delle esportazioni in 8 anni (306,5 milioni di euro), mentre i rossi hanno registrato un calo del -5,8% (per un valore totale di 631,5 milioni di euro). Senza dimenticare che la riduzione del volume per i vini bianchi è stata meno pronunciata di quella osservata per i rossi.
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