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Finanza E Mercati

La Corte Suprema liberalizza il vino. I giudici americani hanno abolito il divieto alla vendita diretta produttore-consumatore. La California festeggia ... La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di dare una mano alla potentissima industria del vino californiano. Con un solo voto di scarto, cinque giudici su quattro hanno ribaltato una tradizionale usanza locale e hanno abolito il divieto al commercio di vino tra Stati federati. In pratica, d’ora innanzi, le aziende vitivinicole potranno vendere i loro prodotti direttamente al consumatore, senza passare da un intermediario. I vantaggio pratici di questa storica sentenza sono due: i consumatori amanti del buon bere potranno comprare le loro bottiglie preferite direttamente su internet, mentre i produttori potranno saltare i grossisti e raggiungere molti più consumatori. Da notare, però, che l’eccezione normativa avrà valore immediato soltanto negli Stati di New York e del Michigan. La decisione suona come una vera e propria rivoluzione per uno Stato che ha fatto del “proibizionismo” nel commercio e consumo degli alcolici una delle battaglie culturali e morali più importanti del secolo scorso. Ma il tornaconto maggiore l’avranno i piccoli produttori californiani, che ora potranno sfidare i colossi sul piano della qualità (dato che sulla quantità venivano regolarmente schiacciati). Negli Stati Uniti la legislazione su acquisto e vendita di alcolici è sempre stata appannaggio dei singoli Stati federali o addirittura delle Contee. Continuano ancora a esistere aree del Paese (la più famosa è la comunità mormona nello Utah, dove la vendita di alcol è completamente vietata e persino McDonald’s, che notoriamente opera in francising, non può vendere la birra nei suoi fast food) dove l’acol è del tutto o parzialmente bandito, oppure completamente liberalizzato (vedi California).

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