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ECONOMIA

Fipe-Confcommercio dalla parte dei ristoranti che non ci stanno: serve anticipare la ripartenza

Stasera il flashmob, luci accese nei locali per protesta. Stoppani: “gli imprenditori vedono messo a rischio il progetto della loro vita lavorativa”
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I ristoratori in flashmob per protesta

La notte dei ristoranti che non ci stanno. Anche Fipe-Confcommercio sposa il flashmob che, questa sera, alle ore 21, dalle Alpi alla Sicilia, vedrà alcuni ristoranti italiani fare da portavoce a tutti i bar, pasticcerie, trattorie, osterie e via dicendo, per protestare simbolicamente, con le luci accese dentro il locale, contro la decisione di allungare il lockdown all’1 giugno.
“Questa - sottolinea il presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani - è una iniziativa che accompagna l’attività istituzionale della Fipe nel rappresentare i danni, i bisogni, le aspettative e le drammatiche prospettive di un settore tra i più danneggiati, visto che è stato il primo costretto a chiudere e sarà l’ultimo purtroppo a riaprire. Si tratta di un segno inequivocabile della disperazione che interessa gli imprenditori che vedono messo a rischio il progetto della loro vita lavorativa senza che le politiche economiche, lente, dilatorie e poco incisive, riescano metterli in sicurezza”. Stoppani rincara la dose e chiede una veloce inversione di marcia.
“La ristorazione italiana rischia altissimi tassi di mortalità, la dispersione di professionalità faticosamente costruite, nuove infiltrazioni malavitose e va aiutata con urgenti interventi che prevedano indennizzi a fondo perduto per chi è stato obbligato a chiudere o ha subito forti cali di fatturato, con congrue moratorie fiscali, procedure di accesso semplici e veloci, interventi normativi sulle locazioni commerciali, proroghe e rafforzamento delle misure di protezioni sociali per i lavoratori”.
Fipe-Confcommercio chiede un’anticipazione della data per la ripartenza “certa che i severi protocolli sanitari messi a disposizione delle aziende, che hanno imposto pesanti adattamenti organizzativi ed operativi, garantiranno la sicurezza sanitaria di clienti e lavoratori. Altrimenti rischiamo, tra qualche settimana, di trovare solo le macerie di un settore, importante per i grandi numeri che esprime, ma anche per i grandi valori sociali, storici, culturali ed antropologici che porta, elemento fondamentale della filiera turistica ed agro-alimentare del nostro Paese”.

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