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Gambero Rosso

L'editoriale: i vini dopati ... molti produttori, anche famosi e bicchierati, fanno uso delle macchine concentratrici e in molte cantine neanche le nascondono più, considerando la pratica della concentrazione un fatto del tutto normale e accettabile ... Un po’ è ipocrisia, un po’ è vergogna, sta di fatto che questo modo di operare è ormai dilagante ovunque, determinato dalla necessità di rincorrere un gusto imperante che vuole i vini rossi sempre più colorati, sempre più morbidi, sempre più “concentrati”. In più, con questi sistemi si riesce a salvare parzialmente un’annata non esaltante o a far diventare zone interessanti per la vitivinicoltura anche aree che non darebbero sempre risultati positivi. Tutto ciò fa il paio con l’uso dei “chips” di legno tostato al posto delle barriques, con l’irrigazione in vigna, con l’uso pesante di additivi (enzimi, acido tartarico) in fase di vinificazione. La colpa non è di Parker, del Gambero Rosso o di Wine Spectator. E’ il mondo che va così e ci si può fare ben poco, anche con la penna (o la tastiera del computer) in mano.

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