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VINO E SPORT

Giro d’Italia in salsa enoica, dalla Wine Stage alla vittoria di tappa del team Nippo-Fantini

Allo sloveno Primoz Roglic la crono del Sangiovese di Romagna, Damiano Cima regala la prima gioia al team di Farnese Vini guidato da Valentino Sciotti
FANTINI, GIRO D'ITALIA, VALENTINO SCIOTTI, Italia
Damiano Cima, del team Nippo-Fantini, con Valentino Sciotti

Il Giro d’Italia è alle battute finali, la crono che arriverà domenica a Verona, città legata a doppio filo alla fiera del vino più importante per il mondo del vino italiano, Vinitaly, consegnerà agli annali la maglia Rosa dell’edizione 2019, ma la storia del Giro, a tre tappe dalla fine, ha già scritto negli annali momenti destinati a fare storia. Innanzitutto, la tappa n. 9, la “Wine Stage” dedicata al Sangiovese di Romagna, cronometro individuale corsa il 19 maggio, tra Riccione e San Marino, vinta dallo sloveno Primoz Roglic, che rinsalda il rapporto, di fatto inscindibile, tra il Giro d’Italia ed i grandi territori del vino ed i suoi paesaggi, sfondo delle tappe più belle. Come la n. 19, che parte oggi da Treviso con arrivo a San Martino di Castrozza, attraverso le terre del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene: 151 chilometri e salite da dentro o fuori, fino ai 1.478 metri dell’arrivo.
Ma la storia più bella, almeno del nostro punto di vista, quello di osservatori interessati sì alle imprese sportive, ma anche al loro legame con il vino, è la vittoria, nella tappa di ieri, quella tra Valdaora e Santa Maria di Sala, di Damiano Cima, ciclista della Nippo-Fantini, il team del gruppo del vino proprietario, tra gli altri, del gigante abruzzese Farnese, guidato da Valentino Sciotti, che a WineNews ha raccontato il senso e le emozioni di una storia di lungo corso. “Mancavamo dal Giro d'Italia da due anni, questa, prima come Farnese poi come Fantini, è la nostra nona partecipazione, un'opportunità enorme, che regala al nostro marchio una visibilità davvero eccezionale, non solo con la vittoria, bellissima ed inaspettata, di ieri di Damiano Cima, ma anche con i 1.200 chilometri di fuga solitaria dei nostri ragazzi nelle tappe precedenti, che hanno portato il nome di Fantini in oltre 100 Paesi nel mondo”, racconta Valentino Sciotti, sottolineando come tra i team presenti al Giro, “il nostro sia l'unico europeo sponsorizzato da un gruppo del vino, mentre allargando l'orizzonte ci sono anche Mitchelton-SCOTT, dall'Australia, e Team Dimension Data, dal Sud Africa, con Nederburg tra gli sponsor minori”. E poi, dal cassetto dei ricordi su due ruote, spunta un altro ricordo legato alle grandi corse a tappe ed al vino: “tra i momenti più belli c'è di sicuro la tappa vinta da Alessandro Petacchi, che all'epoca correva per il team Lampre-Farnese Vini, al Tour de France nel 2010 con arrivo a Reims, proprio di fronte alla griffe dello Champagne Taittinger”.

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