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Gli italiani hanno speso quasi 2,5 miliardi di euro per la tavola del Natale, che l’86% ha trascorso a casa con parenti e amici coi tradizionali spumante e pandoro. E gli avanzi? Riciclati per l’88% delle famiglie, più attente al tema dello spreco

Gli italiani hanno speso a tavola quasi 2,5 miliardi di euro per i cibi e le bevande consumati tra la cena della vigilia e il pranzo di Natale, festività che quasi nove italiani su dieci (86%) hanno trascorso a casa con parenti o amici. Ecco il bilancio stimato dalla Coldiretti che conferma, con un aumento del 9% sul 2016, come gli italiani non rinuncino all’appuntamento più tradizionale dell’anno. A prevalere è stato il made in Italy, con i cibi esotici e fuori stagione praticamente scomparsi dalle tavole dove invece si sono affermati il bollito, i polli arrosto, i cappelletti in brodo, le pizze rustiche e i dolci fatti in casa, con il record di una media di 3,3 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè.

Lo spumante si conferma come il prodotto immancabile per quasi nove italiani su dieci (90%) a pari merito con la frutta locale di stagione, mentre il panettone con il 76% batte di misura nelle preferenze il pandoro fermo al 70%.La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menu a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata in 900 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 450 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 300 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 500 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 150 milioni di euro per formaggi e uova.
L’88% degli italiani si mette poi a tavola con gli avanzi rimasti sulle mense imbandite per cenoni e pranzi di Natale che vengono riutilizzati in cucina anche per una crescente sensibilità verso la riduzione degli sprechi per motivi economici, etici e ambientali: solo il 7% delle famiglie dichiara che non avanza niente mentre il 2% dona in beneficenza e l’1% butta nel bidone e il resto non risponde. Ammonta ad almeno mezzo miliardo il valore di cibi e bevande programmati e non consumati sulle tavole degli Italiani.

Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono un’ottima soluzione per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille. La frutta secca in più può essere facilmente caramellata per diventare un ottimo “torrone”, mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci più tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme. Recuperare il cibo è una scelta che fa bene all’economia e all’ambiente anche con una minore produzione di rifiuti.

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