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Glifosato, domani il voto del Parlamento Europeo che deciderà se rinnovare l’autorizzazione per il suo utilizzo in agricoltura. #StopGlifosato ne vuole la sospensione immediata, Confagricoltura invece chiede una scelta basata su studi scientifici

Sull’uso del glifosato in agricoltura si è discusso molto negli ultimi tempi, tra chi, soprattutto agricoltori, ne difende l’effetto positivo che ha nella resa delle colture e chi, in primis una coalizione di 45 associazioni italiane, ne denuncia gli effetti negativi per la salute. Dopo mesi, se non anni, di dibattiti e scambi di prove a favore di ognuna delle due posizioni, è arrivato il giorno della verità: domani infatti il Parlamento Europeo voterà in seduta plenaria per la proposta di risoluzione già approvata dalla Commissione Ambiente, che invita la Commissione Ue a non rinnovare per altri 10 anni l’autorizzazione all’utilizzo del glifosato, e ne prevede il divieto di utilizzo in via definitiva entro il 2020. Ovviamente il voto di domani ha riacceso il dibattito, con l’intervento della Coalizione #StopGlifosato che si è appellata agli europarlamentari italiani, chiedendo loro di votare per l’eliminazione totale dell’erbicida, e Confagricoltura che invece ha sottolineato come i test scientifici non abbiano rilevato pericolosità per gli esseri umani nel glifosato, e come sia fondamentale che il Parlamento Europeo prenda una decisione in modo serio e basata su dati oggettivi.
La coalizione #StopGlifosato oggi ha inviato una lettera con un appello a tutti gli europarlamentari italiani chiedendo di impegnarsi perché il Parlamento Europeo si pronunci sulle decisioni da assumere sul Glifosato. In particolare nella lettera si sottolinea la necessità del rispetto del principio di precauzione a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, opponendosi alla possibilità di procedere ad una nuova autorizzazione a livello europeo. “Viste le difficoltà fra i paesi ad assumere una posizione contro o a favore - ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione - l’Europarlamento può assumere un ruolo importantissimo, in linea con il parere della Commissione Ambiente e anche con l’indicazione che arriva dall’Ice, l’iniziativa dei cittadini europei, grazie alla quale sono state depositate e consegnate alla Commissione Europea oltre un milione di firme per fermare l’erbicida”.

Non è d’accordo Confagricoltura, che, invece, dichiara che “sul glifosate, come su tutte le altre questioni, le decisioni delle istituzioni europee devono essere basate sempre su pareri scientifici e non ideologici”. Si riferisce al fatto che, come già scritto su WineNews (https://goo.gl/Ch2Abz), il Comitato per la Valutazione dei Rischi dell’Echa - Agenzia Europea per le sostanze chimiche ha classificato il glifosate come non cancerogeno, non mutageno, non tossico per la riproduzione e non genotossico, confermando le valutazioni già espresse da Efsa - Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, Bfr - Federal Institute for risk assessment, Oms - Organizzazione Mondiale della Sanità e Fao - Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione. “I pareri forniti dalle due istituzioni scientifiche difatti evidenziano che non sussistono pericoli per la salute umana e per l’ambiente - prosegue Confagricoltura -. La molecola inoltre viene anche utilizzata nell’agricoltura conservativa e consente di prevenire l’erosione del suolo, di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di aumentare la materia organica nel suolo”.

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