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CLIMATE CHANGE

I danni causati dalla siccità all’agricoltura italiana ad 1 miliardo di euro: l’allarme Coldiretti

Intergovernmental Panel on Climate Change (Onu): ondate di caldo, siccità e inondazioni superano soglie di tolleranza di animali e piante
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La siccità e i danni in agricoltura

La siccità è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana, con danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno, soprattutto per la quantità e la qualità dei raccolti. Lo dice la Coldiretti, commentando l’allarme lanciato dall’ultimo rapporto firmato dagli scienziati del clima dell’Onu, riuniti nell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), che rivela come l’aumento delle ondate di caldo, della siccità e delle inondazioni stanno già superando le soglie di tolleranza di piante e animali, causando mortalità di massa in specie come alberi e coralli. Questi estremi meteorologici si verificano simultaneamente, causando impatti a cascata, sempre più difficili da gestire, ed esponendo milioni di persone ad una grave insicurezza alimentare e idrica, soprattutto in Africa, Asia, Centro e Sud America, nelle Piccole Isole e nell’Artico. Per evitare una crescente perdita di vite umane, biodiversità e infrastrutture, è necessaria un’azione ambiziosa e in tempi rapidi per adattarsi ai cambiamenti climatici, riducendo al contempo in modo rapido e importante le emissioni di gas serra, specie perché finora i progressi in materia di adattamento non sono uniformi, e vi sono crescenti divari tra le azioni intraprese e ciò che è necessario per far fronte ai rischi sempre più grandi.

Un allarme, tornando all’agricoltura, confermato da un inverno pazzo con una temperatura superiore di 0,55 gradi rispetto alla media lungo la Penisola, ma con picchi più alti di tre gradi nel Nord Ovest e precipitazioni scarse, che hanno prosciugato fiumi e laghi. Al Nord il Po in secca al Ponte della Becca è sceso a -3,07 metri, più basso che a Ferragosto, ed è rappresentativo della situazione di sofferenza in cui versano tutti i principali corsi d’acqua al Nord come d’estate, ma anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 10% di quello di Como al 29% del Maggiore, secondo il monitoraggio della Coldiretti.

Nella pianura padana, le coltivazioni seminate in autunno come orzo, frumento e loietto iniziano ora la fase di accrescimento, che rischia di essere compromessa dalla siccità. Ma a preoccupare è anche lo sviluppo dei prati destinati all’alimentazione degli animali perché se le condizioni di secca dovessero continuare, gli agricoltori saranno costretti a intervenire con gli irrigazioni di soccorso dove sarà possibile. Dall’altra parte, nei prossimi giorni partiranno le lavorazioni per la semina del mais, ma con i terreni aridi e duri le operazioni potrebbero essere più che problematiche.

Come racconta il report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), esistono modi per adattarsi al clima che cambia, non solo riducendo i rischi climatici, ma anche migliorando la vita delle persone. “Ripristinando gli ecosistemi degradati e conservando in modo efficace ed equo dal 30 al 50% della terra, dell’acqua dolce e degli habitat oceanici della Terra, la società può beneficiare della capacità della natura di assorbire e immagazzinare carbonio e possiamo accelerare il progresso verso lo sviluppo sostenibile, ma adeguate risorse finanziarie e politiche il supporto è essenziale”, commenta il copresidente del gruppo di lavoro II - che ha curato lo studio - dell’Ipcc Hans-Otto Pörtner.

Va in questo senso anche il progetto di Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni) e Coldiretti per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie è stato elaborato e proposto insieme ad Anbi un progetto concreto immediatamente cantierabile nel Pnrr - sottolinea Coldiretti - un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale.

Il progetto - conclude la Coldiretti - prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto e ottimizzare i risultati finali. L’idea è di “costruire” senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione.

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