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VERDE URBANO E SALUTE

I “Parchi della Salute. Per un Neorinascimento del Verde e della sua Cura”

Il 20 gennaio, a Roma, il convegno ed i risultati del nuovo “Libro Bianco del Verde”, firmato da Assoeverde e Confagricoltura
ASSOVERDE, Confagricoltura, SALUTE, VERDE URBANO, Non Solo Vino
Il verde urbano (e non solo), fondamentale per la salute dell’uomo

Uno studio svolto in 14 città italiane rileva che un ettaro di “foresta urbana” può rimuovere, in media, 17 Kg annui di polveri sottili, mentre gli alberi di una foresta periurbana possono assorbire fino a 1005 kg/anno, per ettaro, di carbonio, con influenza diretta sulla salute umana. Come ricorda l’Agenzia europea per l’ambiente l’Italia conta 70.000 decessi l’anno, pari al 25% del totale, per le conseguenze associate all’inquinamento atmosferico. A fare luce sul valore del verde urbano è il nuovo “Libro Bianco del Verde”, firmato da Assoeverde e Confagricoltura, che, come focus del 2022/2023, ha proprio il tema “verde urbano e salute” che il 20 gennaio (qui il programma), nella sede storica della più grande organizzazione delle imprese agricole italiane, sarà al centro di una giornata di studi alla quale partecipano esponenti istituzionali, docenti e studiosi di università ed enti di ricerca, tecnici, esperti, imprenditori e professionisti che hanno contribuito al volume, per progettare e certificare i nuovi “Parchi della Salute”. Tutto parte da una riflessione semplice: “dopo la pandemia tutti abbiamo desiderato di vivere in città più salubri e ricche di verde. Invece i nostri centri urbani continuano ad essere assediati da smog e rumore, sottoposti agli effetti sempre più rovinosi del cambiamento climatico”, spiegano in una nota Assoverde e Confagricoltura.
L’appuntamento, organizzato in collaborazione con il Crea, l’Istituto Superiore di Sanità e gli Ordini professionali, cercherà di spiegare come si può invertire questa rotta rigenerando gli spazi verdi perché diventino amici della salute e del benessere, ma anche di fare il punto sul percorso delle amministrazioni locali verso la “Zero Pollution Strategy Europea”, che passa innanzitutto attraverso una maggiore presenza della natura nella vita quotidiana dei cittadini.
L’iniziativa punta a ridisegnare il verde delle nostre città e vede per la prima volta insieme professionisti del verde e medici. Sono 95, tra esponenti istituzionali, docenti e studiosi di università ed enti di ricerca, tecnici, esperti e imprenditori gli autori che hanno contribuito al volume.
“C’è ancora poca consapevolezza su quanto investire nel verde migliori la vita delle persone e faccia risparmiare molte risorse pubbliche nella spesa sanitaria. Ora il nostro obiettivo diventa ancora più ambizioso: con i “Parchi della salute” vogliamo certificare gli spazi verdi distribuiti nella città, ciascuno con la sua tipologia di utenza, che permettano di mitigare e prevenire le molte patologie che induce l’ambiente urbano. E avanzare una proposta di rigenerazione agli enti locali che metta la natura al centro, con le competenze e la lungimiranza che questo comporta”, dichiara Rosi Sgaravatti, presidente Assoverde.
“Il focus 2023 del “Libro Bianco del Verde” rafforza il nostro impegno per diffondere la consapevolezza del valore che parchi, giardini, aree verdi, pubbliche e private, possiedono per la qualità urbana, il benessere psico-fisico delle persone, la tutela della biodiversità. Il Green deal europeo prevede di aumentare del 5% entro il 2050 gli spazi verdi urbani e di ottenere una copertura arborea minima del 10% in ogni città. Puntare sul verde è una scelta vincente perché permette di coniugare e rispondere contemporaneamente ai bisogni che le tre dimensioni della sostenibilità, ambientale, economica e sociale, richiedono”, dichiara Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura.
I numeri contenuti nel nuovo “Libro Bianco del Verde”, d’altro canto parlano chiaro: come detto, un ettaro di “foresta urbana” può assorbire in media 17 kg l’anno di Pm 10, il particolato che provoca numerosi disturbi respiratori e può eliminare 35,7 Kg/anno di ozono troposferico, il gas con elevato potere ossidante che indebolisce le funzioni polmonari. Sul fronte del rumore una buona copertura a verde permette di ridurre il riflesso del suono fino a 3 decibel. La mortalità prematura, evidenzia uno studio pubblicato lo scorso anno sul Lancet, si riduce del 4% per ogni incremento del tasso di vegetazione di 0,1 entro 500 metri dalla zona di residenza. I vantaggi sono anche di natura psicologica e sociale: il contesto naturale facilita la pratica sportiva, l’incontro con il prossimo, la stimolazione dei sensi particolarmente utile, ad esempio, negli anziani malati di Alzheimer. Infine, l’adattamento ai cambiamenti climatici: un’ampia alberatura abbassa di 20 °C la temperatura dell’asfalto stradale e di 5 °C quella dell’aria in città, solo in Italia si stima che il verde urbano sia in grado di assorbire 12 milioni di tonnellate di CO2.
A questo fine sono stati costituiti e proseguono il loro lavoro i tavoli di ricerca permanenti istituiti da Assoverde e Confagricoltura (come quello sulla salute coordinato da Girolamo Sirchia dell’Istituto Superiore di Sanità, medico illustre e già Ministro della Salute, e quello sulla progettazione e cura del verde, coordinato da Assoverde e Confagricoltura), di cui si anticiperanno i primi risultati nel convegno di Roma (che è possibile seguire anche on line su www.assoverde.it).

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