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I Viaggi Di Repubblica

Calidi in alto - Veneto: eccellente Soave, bianco d'Italia ... Soave. Che bell’aggettivo! Soprattutto se diventa il nome di un territorio e del suo vino. Soave di nome e di fatto, verrebbe da pensare portando alla bocca un bicchiere di questo bianco intenso e imprevedibile. Non lasciatevi ingannare: questo vino è bizzarro. Perché? Perché ha un carattere forte che gli viene da un terroir dove dolcezza e nerbo, storia e cultura si fondono non in una flebile armonia, ma in una decisa impronta. Non s’inganni il lettore: le etichette che abbiamo selezionato non sono in assoluto le migliori. Sono piuttosto una campionatura della mutevolezza di questo vino che nascendo soprattutto da Graganega (e l’uvaggio migliore resta quello con il Trebbianello di Soave a far giustizia delle concessioni a Chardonnay e Sauvignon che se danno ampiezza però appiattiscono il gusto) cambia moltissimo a seconda dei suoli e delle tecniche. Ne troverete di allegri con acidità rilevante, ne troverete di rotondi e perfino speziati, ne troverete di fortemente minerali. Ma tutti sono in evidente progresso qualitativo. Qui si corre l’obbligo di citare la Cantina di Soave (vino immediato), Inama (vino personale). Bigi (impronta classica): bottiglie di spiccata personalità. Il resto conviene andare a sperimentarlo lungo “la strada del Soave” che regala infinite suggestioni sia gusto-olfattive sia visive per i panorami d’incanto. Siamo convinti che il Soave – se continua così – sia la risposta tutta autoctona a chi con eccessiva fretta ha sentenziato che in Italia non si possono fare grandi bianchi.

Le aziende: Zeni (Bardolino), Bogoni (Monteforte), Cantina del Castello del Castello (Soave), Pieropan (Soave), Gini 8Monteforte), Suavia (Soave).

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