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I Viaggi Di Repubblica

Colli Piacentini: antica e delicata Malvasia ... Settembre inoltrato, se la temperatura tiene la voglia di un buon bianco è intatta. Ma c’è bianco e bianco. Non di quelli citrini, immediati ha desiderato ora il palato che comincia ad acconciarsi a primi piatti a base di sughi vegetali, a qualche fritto o alla crudità di funghi. Chiede piuttosto un bianco delicato, avvolgente, non sovrastante. Capace di accompagnare il gusto con morbida confidenza. Ecco che conviene rivolgersi a vitigni autoctoni antichi. E’ il caso della Malvasia (se ne cercate una insuperabile è quella di Paolo Caccese, viticoltore friulano che con quella Istriana ha fatto un piccolo capolavoro in bottiglia) variegata assai lungo tutta l’Italia. La nostra curiosità si appunta oggi sulla Malvasia (di Candia) dei Colli piacentini, enclave vitivinicola che ancora risente degli influssi francesi arrivati qua a seguito di Maria Luigia. Si sussurra che nei colli tra Parma e Piacenza si trovino ancora viti antichissime di Sauvignon blanc. Sarebbe bello ritrovarle. Ma torniamo ai Colli piacentini. Il paesaggio è notevole per eleganza, i vini sono fini, assai francesizzanti. C’è chi non li capisce nella loro discrezione, oggi che si cercano bottiglie da profumeria più che da enoteca, magari con un bella “spremuta” di legno che vivaddio comincia a stancare. Ecco, nella Malvasia non troverete nulla di tutto ciò. Semmai un colore vicino all’oro, sentori di banana e frutta tropicale, sfumature aromatiche. Non servitela troppo fredda, il buoquet è discreto e va rispettato.

Le aziende: Lusenti (Ziano), La Tosa (Vigolzone), Luretta (Gazzola), Torre Fornello (Ziano)

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