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I Viaggi Di Repubblica

Calici in alto - Marche, il fresco Bianchello del Metauro ... Se in una sera d’estate avete apparecchiato la tavola con un buon crudo di crostacei (altro che sushi! Verrebbe da dire) appena accompagnato da un filo d’extravergine e una macinatina di pepe, avrete senza dubbio voglia di un fresco incontro che non uccida il sapore del pesce e tuttavia dia una leggera sferzatina al palato. Ebbene non andate a cercare bottiglie sofisticate o insostenibili pesantezze per il portafoglio. Potete affidarvi alla variegatissima offerta della nostra vitienologia autoctona. Ed ecco che sovviene un vino marchigiano suadente, fresco, di un colore che sta tra il biondo e il verdolino, con una punta di acidità ed un bouquet che racconta di margherite di campo, con leggera sfumatura di magnolia e suggerisce susina bianca e albicocca acerba al ricordo dei sensi. Si chiama Bianchello del Metauro. Molti lo credono parente del Verdicchio, celebratissimo bianco marchigiano sia che sia dello jesino sia di Matelica, perché viene prodotto in un areale che ricopre il territorio di quella denominazione. In realtà anche se siamo attorno alle colline tra Pesaro e Urbino e lungo la vallata del Metauro, il Bianchello è un vino tutt’affatto perculiare. Si ottiene da uva Biancame con aggiunta talvolta di Malvasia toscana che serve ad incrementare il corredo aromatico. E’ un gioiello della nostra vietienologia che è sostenuto da alcuni avveduti produttori, consapevoli che ormai il mercato si fa puntando sulle specificità. Provatelo. Va servito freddo e può essere anche ottimo aperitivo. Le aziende: Umani Ronchi (Osimo),Tenuta Campioli (Barchi), Claudio Morelli (Fano), Vinimar (Camerano) ...

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