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I Viaggi Di Repubblica

Calici in alto - Marche, quella Lacrima di fiori rossi ... Sarà sicuramente una suggestione, ma gustare la Lacrima di Morro d’Alba all’inizio dell’estate è un sottile piacere in più. Pare questo vino così peculiare, salvato dall’oblio non sono più di dieci anni, prolumgare i profumi dei fiori rossi di campo, raccontarci al palato di confettura di ciliegie e ha uno spiccato carattere estivo. In epoca di vini tronfi, iperstrutturati, l’incontro con la gentile ruvidezza della Lacrima è un piccolo snobismo enologico che, dato anche l’ottimo rapporto qualità prezzo, riconcilia con il buon bere. Nasce su un fazzoletto di terra della provincia di Ancona, epicentro il comune di Morro d’Alba (da cui il nome del vitigno e del vino), a nord dell’Esino e al produzione è una goccia nel mare magno del nostro vino: non arriva a seimila ettolitri. Difficilmente varca i confini regionali ed è un peccato perché è un vino intrigante. Ha tannino talvolta anche ruspante, bouquet ampio di fiori rossi e di ciliegia dove però, se la bottiglia ha passato i due anni, emerge anche una leggera speziatura agreste di ginestra. In bocca ha un incontro morbido e racconta di confettura di ciliegia, tende sul finale a virare all’amaricante. Ma è il colore quasi blu che stupisce. L’abbinamento è perfetto con i menù estivi: pasta con pomodoro, carni bianche, pesci in carpione o in salsa. Se ne produce (peraltro pochissimo) anche frizzante ed amabile e con un “ciambellotto” marchigiano è in un degnissimo finepasto. Che vi farà spuntare una Lacrima di piacere.

Le migliori aziende: Umani Ronchi (Osimo), Mancinelli (Morro d'Alba), Luciano Landi (Belvedere), Marotti Campi (Morro d'Alba)

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