02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

I Viaggi Di Repubblica

Calici in alto - Malvasia, i fiori del bene ... Se una sera d’estate un pescatore vi offrisse triglie “vive”, non scegliete un vino banale ancorchè famoso. Spigolate tra l’infinito italico bouquet e concedetevi un incontro femmineo, affascinante, suadente come una notte sul mare. Sceglete la Malvasia istriana. Nonostante sia coltivata esclusivamente nel Collio e nei Colli Orientali del Friuli (perché questa assurda divisione in due denominazioni visto che uguale è la terra ed eccellente e omogenea la qualità?) quest’uva ha un trascorso marino: arriva remotamente da un’isoletta dell’Egeo, poi si è radicata sulla costa istriana e da qui ha colonizzato le colline del Friuli Venezia Giulia. Dà un vino peculiarissimo, floreale, talvolta quasi salato, ma con un’ampiezza di buoquet che ricorda margherita e poi albicocca e pesca finendo con una vena aromatica che scivola verso le erbe alpestri. All’incontro con il palato è fine ed elegante, ha un sostegno di acidità importante, in un contesto armonico ed è lunga al finale. Insomma una vera Malvasia Istriana è un vino che non si dimentica. Lontanissimo dalle facili mode che vogliono vini rotondissimi, grassi, ipertrofici, ma intima alla vera eleganza e alla classe nel bere che chiede vini raffinati non invadenti, ma di carattere. Così è la Malvasia che ha pochi cultori tra gli enofili e una pattuglia di produttori. Ch la ama però come la Vitoska o come la Ribolla Gialla. Piccoli vitigni per grandissimi bianchi come solo i furlogiuliani sanno fare! Le migliori aziende: Villa Russiz, Paolo Caccese, Borgo del Tiglio, Venica & Venica ...

Copyright © 2000/2019


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2019

Pubblicato su