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I Viaggi Di Repubblica

Tenuta Col d'Orcia e Castello Banfi, i due alfieri del Brunello ... Se torniamo a parlare del Brunello, non è tanto per celebrare il principe dei vini italiani, quando per dare merito a due cantine che si battono da parecchio tempo per innalzare la qualità del prodotto e per fidelizzare il consumo alto di questo vino. Sul quale è bene che i produttori e il Consorzio possano avviare una profonda riflessione. Gli ultimi giudizi espressi dalla Guide non premiano in abbondanza i Brunelli, decretando che il re in cantina è il Barolo. Forse qualche scorciatoia di troppo nella produzione, qualche distrazione hanno prodotto un leggero appannamento dell’alone d’eccellenza del vino di Montalcino. Il dubbio è: puntare all’innovazione o recuperare l’anima vera del Brunello che è la massima espressione del Sangiovese? Chi legge questa rubrica sa che la nostra risposta è: tornare al vero, antico Brunello. E sarà per questo che Edoardo Virano direttore di Col d’Orcia, splendida cantina, ha deciso di commercializzare uno scrigno di bottiglie di grandi annate della sua azienda: la riserva ’77, la riserva ’80, e l’annata ’85. Un’occasione unica per i cultori del grande vino, un omaggio al Brunello autentico per i 30 anni di attività a Montalcino della famiglia Marone-Cinzano. Le bottiglie sono nella loro veste originale. Ma quest’anno cade anche un altro importante anniversario: il quarto di secolo di attività di Castello Banfi, ora condotta da Enrico Viglierchio, la cantina a cui si deve il lancio mondiale del Brunello. Che resta vino di enorme classe.

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