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Allegrini 2018

I Viaggi Di Repubblica

Amarone, la tecnica e il gusto ... Se i rigori dell’inverno inducono a frequentare tavole più ricche di sapori e di grassi (con moderazione) dalla cantina emerge un vino peculiarissimo e come tale “pesante” per il portafoglio, ma capace di donare alla degustazione sensazioni irripetibili. E’ un prodotto remoto, frutto di una tecnica – la passsitura delle uve – che i nostri antichi consideravano il mezzo per ottenere vini eccelsi. Ma è anche modernissimo perché deve il suo enorme progresso proprio nell’appassimento. L’Amarone è stato pensato – a partire dall’800 – come variazione del Recioto. Si produce in Valpolicella – area di cinque comuni a nord di Verona da Fumane a San Pietro in Cariano – con uve autoctone: la Corvina che è la base dell’Amarone (ma anche del Recioto e del Valpolicella rosso) la Rondinella e la Molinara. Vitigni sensibili alle variazioni sia di clima che di composizione del terreno. Le uve vengono spremute dopo almeno cento giorni dalla raccolta e se prima erano semplicemente appassite in fruttaio, oggi vengono posto in camere di disidratazione e ventilate per evitare l’attacco di muffe. Il vino giace nel legno a lungo e acquista soave rotondità in contrappunto alla profondità. Nell’ultimo week-end di gennio a Verona ci sarà in piazza Brà la degustazione degli amaroni. Un’occasione per conoscere questo rosso d’intenso frutto quasi “dulcamaro” compagno di arrosti, di bolliti, di ricette in dolceforte e di cucine speziate.

Le migliori aziende: Allegrini, Masi, Speri, Dal Forno

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