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I Viaggi Di Repubblica

Calici in alto - Abruzzo: Trebbiano, un bianco “antico” ... Siamo in piena calura estiva e la ricerca di vini che possano darci contemporaneamente pienezza e freschezza si fa urgente. Spuntano sui tavoli dei ristoranti le bollicine, che sono in ripresa di consumo, e si vedono molte bottiglie di “autoctoni”. Spesso capita per non conoscenza delle tante opportunità che il vigneto Italia offre. Sicuramente tra i vini da (ri)scoprire ce n’è uno antico nel profilo, ma modernissimo nel gusto: il Trebbiano d’Abruzzo. Due sono le esclusive di coltivazione di questo vitigno dove gli esiti sembrano migliori e sono in larga misura corrispondenti agli stessi arcali dove al complesso rosso di questa regione, il Montepulciano, si esprime al meglio. Anche se il Trebbiano predilige zone più fresche e più alte, i vignaioli abruzzesi sapientemente distribuiscono la coltivazione a diverse altimetrie. Due si diceva i territori: quello del chetino e quello delle colline ternane. Fa davvero piacere scoprire che dopo gli anni in cui il solo Edoardo Valentini era vessillifero di questo vitigno oggi molte aziende hanno raggiunto livelli qualitativi interessanti. E anche i nuovi appassionati viticoltori, come Jarno Trulli che sta fornendo prestazioni da pole position nella sua azienda, hanno voluto attecchire le loro radici nelle produzioni enologiche di più lunga tradizione. Oggi il Trebbiano d’Abruzzo ci consente esperienze gustolfattive di rilievo: è vino intenso, minerale, di buona acidità, adattissimo a sostenere piatti di pesce ma anche piatti e formaggi di una certa complessità.

Le migliori aziende: Podere Castorani (Alanno), Villa Medoro (Medoro), Zaccagnini (Bolognano), Agriverde (Ortona).

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