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I Viaggi Di Repubblica

Calici in alto - Sicilia, con il sole nel bicchiere ... Sicilia, terra promessa del nostro vino. Almeno così sembra stando alle statistiche di mercato che premiano senza mezzi termini il vino made in Trinacria. Conferma sono venute nel corso degli anni, grazie anche al lavoro che Giacomo Tachis ha fatto con l’“Istituto della vite e del vino” sperimentando e diffondendo cultura enologica, dai riconoscimenti che le cantine isolane hanno inanellato. Che dire di Tasca d’Almerita insignita quest’anno del titolo di migliore cantina italiana dagli Oscar del Vino? Che dire dei successi di Donnafugata? O del fatto che la Corvo di Salaparuta è tornata ad altissimi livelli? Che la Sicilia del vino tiri lo conferma il successo dei giovani Planeta o il fatto che grandi imprenditori (Zonin, Marzotto, il Giv) abbiano puntato su questi territori. Oggi il Nero d’Avola è il vitigno gaté del gotha internazionale, ma gli chardonnay siciliani, le inzolie, i cabernet continuano ad essere superapprezzati. E talvolta sfondano il tetto del prezzo. Ebbene la conferma della qualità siciliana viene da una grande cantina cooperativa: la Settesoli. E’ un impero vitivinicolo che spende un casso di soldi in ricerca (è stata la prima a fare la carta d’identità ai suoi vini) per ottenere un equilibrato rapporto prezzo/qualità. Le degustazioni della recente produzione (linea Mandrarossa) hanno sorpreso. Sono vini caldi, di grande solarità che privilegiano le bevibilità alla profondità. Vini mediterranei che danno piacevolezza ai sensi e respiro al portafoglio.

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