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I Viaggi Di Repubblica

Vin santo nella vigna hi-tech … Tradizioni antiche e innovazione, il sapore del successo. Viene tolta la ceralacca, poi con un normale cavatappi si tira via il tappo del caratello, la piccola botte di legno di circa 100 litri: tutti col fiato sospeso, neanche fosse la finale dei mondiali di calcio. La spillatura dell’Occhio di pernice e, la settimana prima, quella del vino santo, qui nella tenuta Le Capezzine degli Avignonesi, fuori Montepulciano, Siena, sono eventi unici. Così come unico, irripetibile, è il gusto di ogni sorso: ogni caratello ha una propria identità. Ventisette caratelli, ventisette realtà completamente diverse. Quello vicino alla finestra, quello in mezzo, quello in alto, in comune hanno solo un tratto: densi quasi come marmellate. Alla fine vengono mischiati tutti, per dare vita ogni anno a pochissime bottiglie che vanno a ruba.
L’Occhio di pernice, sempre un vin santo ma da Prugnolo rosso mentre il Vin Santo è un blend di Malvasia. Trebbiano e Grechetto: gli ultimi due sabati di aprile si ripete ogni anno il rito dell’apertura dei caratelli dove i vini, dopo l’appassimento delle uve sui graticci, invecchiano anche fino a 10 anni. Poi, il pranzo sulla grande terrazza con vista dai vigneti a Montepulciano; la porchetta cotta nell’antico spiedo chiodato, realizzato, si dice, da un discepolo di Leonardo.
Ma le porte di questa tenuta sono sempre aperte: tutta la settimana lo chef è in cucina per preparare i piatti tipici da offrire alla accogliente tavolata. Un pranzo di famiglia, al quale partecipano anche Ettore Falvo e la figlia Elena e i cugini, tutti discendenti degli Avignonesi, quando non sono in giro per lavoro. Tradizioni antiche che non travalicano l’innovazione. E in vigna, prima ancora che in cantina, l’hi-tech è al servizio del vino di qualità: una situazione meteo satellitare, con piccoli sensori a terra, raccoglie ogni istante i dati che finiscono nella memoria di un pc, per predisporre con anticipo pratiche di vigna e, un domani, ricostruire la storia delle annate.
Ettore Falvo - “E’ il vino della tradizione”…
“La madre dell’Occhio di Pernice e del Vin Santo è sempre la stessa, tramandata nel tempo, senza aggiunta di lieviti artificiali. E’ il vino che raccoglie la tradizione dell’ospitalità, un tempo nessuno lo avrebbe venduto ma solo regalato. La tradizione si rispetta anche con le innovazioni. L’impianto meteo satellitare ci consente di prevenire con anticipo le variazioni di umidità, i venti, le piogge e di memorizzare al computer ogni informazione sul clima. Ma per decidere la vendemmia preleviamo manualmente chicchi d’uva campione per vedere la concentrazione zuccherina. I 54 ettari di vigneto sono a forma esagonale con viti piantate a settonce: 6 attorno a 1 settima, tutte equidistanti. La distanza è maggiore dell’altezza della pianta, ad alberello, che si sviluppa in maniera equilibrata, ha sia il sole che la ventilazione”.
Fattoria Le Capezzine - Valiano di Montepulciano (Siena)
Tel. 0578/724304 - www.avignonesi.it
Autore: Paola Jadeluca

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