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RESILIENZA

Il 2020, per wine merchant, negozianti e vigneron francesi, non è stato tutto da buttare

Secondo un sondaggio di Wine Paris & Vinexpo Paris, il 56% dei produttori ha chiuso il bilancio in pari o in crescita sul 2019
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Francia, il vino resiste sul mercato interno

I numeri dell’export condannano il vino francese, che, nel 2020, ha perso il 10,8% del suo giro d’affari sui mercati esteri (come abbiamo raccontato qui), per 1 miliardo di euro in meno, a valore, rispetto al 2019. Un conto salato, quello presentato dalla pandemia, in concorso con i dazi Usa e l’arroccamento della Cina, pagato in larga parte dalle due denominazioni leader dell’economia enoica di Francia, Champagne e Bordeaux. Eppure, tra i vigneron ed i wine merchant d’Oltralpe il morale non è così a terra come si potrebbe pensare. Anzi, secondo un sondaggio, promosso da Wine Paris & Vinexpo Paris, in calendario, a meno di cambi di programma, dal 14 al 16 giugno, nuovi canali di distribuzione e uso della tecnologia hanno salvato il 2020, rispetto al quale il giudizio è positivo per il 60% di commercianti e wine merchant. Il 55% dice di aver chiuso l’anno con le vendite in crescita, ed il 15% sullo stesso livello del 2019, mentre tra i viticoltori, il 34% ha chiuso il bilancio in positivo, ed il 22% stabile sul 2019.
Nell’ultimo trimestre del 2020, il 58% dei wine merchant e delle gastronomie ha registrato un netto aumento delle vendite rispetto all’anno precedente, e nello stesso periodo i viticoltori sono riusciti a invertire la rotta, con vendite in aumento per il 25% e invariate per il 28%. I wine merchant e i negozi al dettaglio si sono dovuti costantemente adattare alle misure di sicurezza decise dal Governo, puntando su nuovi servizi, come le vendite online (18%), le consegne a domicilio (20%), anche al di fuori del normale orario di lavoro (5%), o il click & collect, per provare a compensare le vendite pressoché inesistenti legate ad eventi privati, come i matrimoni, ed eventi commerciali, su tutti le degustazioni e le fiere. Anche i viticoltori si sono dimostrati creativi, avendo spesso una reazione positiva alle difficoltà: il 35% di loro ha creato il proprio sito di e-commerce in questo anno di difficoltà, il 22% ha aderito a una piattaforma online e il 17% ha sviluppato accordi di vendita con commercianti e gastronomie. Il 67% ha fatto il grande passo di entrare in un nuovo canale di distribuzione.
Tra wine merchant e negozi al dettaglio i vini fermi, rossi e bianchi, hanno registrato performance di vendita migliori rispetto al 2019, un risultato probabilmente rafforzato dal ruolo del vino come drink serale sia nei mesi di lockdown che durante l’estate: secondo il 53% degli intervistati sono cresciute le vendite dei vini rossi, secondo il 53% quelle dei vini bianchi. Bene anche i distillati, in crescita per il 50% di wine merchant e negozi, mentre frenano le bollicine, che hanno sofferto più di tutte le altre categorie il lockdown. In termini di spesa media, secondo wine merchant e negozi il 45% degli scontrini di chi ha acquistato vini bianchi è cresciuto, così come il 49% di quelli dei vini rossi, mentre la spesa media per gli sparkling è rimasta invariata nel 41% delle occasioni di acquisto. Sebbene il 66% dei wine merchant e dei negozianti sia ottimista sul futuro, i viticoltori continuano a esprimere una certa preoccupazione, pur dimostrando una grande resilienza: il 65% di loro vorrebbe mantenere e sviluppare i nuovi canali di distribuzione, compresa la tecnologia digitale.

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