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Il Consiglio Malese per l’Olio di Palma (Mpoc) risponde alle accuse contro l’olio di palma del Ministro dell’Ambiente francese, Ségolène Royal, e chiede al Governo di Parigi di prendere pubblicamente le distanze

Anche il Consiglio Malese per l’Olio di Palma (Mpoc) risponde alle accuse contro l’olio di palma formulate dal Ministro dell’Ambiente francese, Ségolène Royal, che hanno coinvolto anche la Nutella, scatenando un polverono rientrato solo ieri, con le scuse ufficiali (su Twitter) della Royal.
“Il Ministro Royal è assolutamente fuori strada e trasmette un messaggio fuorviante alla popolazione francese ed europea. L’industria dell’olio di palma malese - spiega il Ceo di Mpoc Yusof Basiron - chiede una dichiarazione pubblica in cui il Governo francese spieghi che i commenti del Ministro Royal non rispecchiano la politica ufficiale del governo francese per quanto riguarda questo prodotto alimentare. La Malesia è il più grande produttore di olio di palma sostenibile certificato, condizione che di per sé dimostra come il Paese non stia effettuando alcuna deforestazione selvaggia, contrariamente a quanto sostiene il Ministro Royal e i suoi amici verdi di estrema sinistra. La Malesia è orgogliosa di conservare il 62% del territorio sotto copertura forestale - un impegno ambientale senza pari, riconosciuto dalle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale. La Francia ha, invece, una copertura forestale pari solo al 29% della superficie nazionale. Inoltre, il 23% per cento delle nostre foreste è riservato alla protezione e alla conservazione e il 70% della superficie forestale totale è costituito da foresta permanente, ovvero un territorio che non può in alcun caso essere destinato all’agricoltura o allo sviluppo umano. Complessivamente la Malesia vanta 205.000 chilometri quadrati di foresta - un’area che corrisponde a più del doppio del Portogallo”.
L’olio di palma malese, prodotto da oltre 200.000 piccoli agricoltori, è un alimento sostenibile e di alta qualità. Viene ricavato da un seme oleoso che consente il più efficiente sfruttamento del terreno al mondo in termini di rapporto tra olio prodotto e terreno coltivato. Nei prossimi mesi la Francia ospiterà a Parigi l’ultimo round dei negoziati Cop. È fondamentale che prima dell’inizio della riunione sui cambiamenti climatici il governo francese, e in particolare il Ministro Royal, si informino sui dati ambientali di base relativi alla palma.
La Malesia è il secondo più grande produttore mondiale di olio di palma, ed è uno dei principali esportatori di questo alimento in Europa. Il Consiglio Malese per l’Olio di Palma (Mpoc) rappresenta gli interessi dei produttori di olio di palma e dei piccoli agricoltori in Malesia. Il 40% di tutte le piantagioni di olio di palma in Malesia appartiene o viene gestito da piccoli agricoltori, per i quali queste coltivazioni rappresentano il mezzo per uscire dalla povertà delle comunità rurali. L’olio di palma è stato un fattore importante in Malesia per ridurre la povertà, che negli anni sessanta riguardava il 50% della popolazione, a meno del 5% odierno. Oggi l’industria dell’olio di palma è uno dei maggiori datori di lavoro del paese, con più di 570.000 persone impiegate direttamente e altre 290.000 nell’indotto. Secondo gli autorevoli analisti di Europe Economics, l’olio di palma contribuisce in modo sostanziale all’economia della Francia: 4.600 posti di lavoro sono, infatti, legati all’importazione di questo prodotto, che contribuisce per 170 milioni di euro alle entrate fiscali e per oltre 320 milioni di euro al Pil nazionale francese.

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