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Il Corriere Della Sera / Corriere Economia

Il Brunello gioca la sua carta ... La “Fattoria dei Barbi” propone la prima card aziendale per gli acquisti... Cecco Angiolieri era un poeta, contemporaneo di Dante, irriverente e trasgressivo: in tempi in cui il “Dolce Stil Novo” cantava la “donna-angelo” lui nelle sue opere declamava i piaceri delle taverne e del buon bere. Tra i suoi amici di scorribande e bevute c’era anche un esponente della famiglia Cinelli Colombini.
Un discendente di quell’ avo si chiama Stefano Cinelli Colombini e ancora oggi produce vino, è proprietario di una locanda e si occupa di letteratura.
Insomma è come se in quella famiglia non fosse cambiato nulla da 800 anni.
“In effetti il vino, la ristorazione e il mondo della cultura sono sempre stati una passione di famiglia – ammette sorridendo Stefano Cinelli Colombini – ma per rimanere sul mercato enologico a certi livelli la tradizione da sola non basta.
Il nostro è diventato un settore molto competitivo in Italia e all’estero e ciò richiede sempre nuove soluzioni, di marketing e supporto al prodotto”.
Alla “Fattoria dei Barbi” di Montalcino ne sanno qualcosa, visto che dal 1983 Stefano Cinelli è responsabile della commercializzazione del vino in Italia e all’estero e gestisce gli allevamenti e l’azienda agricola in prima persona. Nel frattempo si è anche occupato della modernizzazione della cantina, dal 1983 al 2001 le vendite all’estero della Fattoria dei Barbi sono passate da 25.000 bottiglie a 400.000 bottiglie e l’esportazione tocca attualmente ben 35 paesi.
Nel 2006 l’azienda ha venduto in totale circa 750 mila bottiglie.
Anche per quanto riguarda gli strumenti di supporto alle vendite i Cinelli Colombini si sono segnalati per la scelta di strategie all’avanguardia: finito il Brunello ’93, per le produzioni 1996-97 i Cinelli Colombini hanno pensato ai Futures, un meccanismo in realtà già molto diffuso in Francia.
In questo modo il consumatore con certificati d’acquisto paga in anticipo il vino ancora in botte presso il produttore, assicurandosi un prodotto di altissima qualità ad un prezzo notevolmente inferiore rispetto a quello che troverebbe al momento dell’acquisto in enoteca o in negozio.
L’esperimento non ha funzionato perché i consumatori italiani sono meno disposti a scommettere sul futuro specie se riguarda un bene volubile come il vino.
“Oggi però uno dei principali problemi del settore continua Cinelli Colombini è quello della solvibilità. Tutto il settore vino vede come un problema gravissimo il ritardo dei pagamenti da parte dei clienti. Finché ci si relaziona solo con la grande distribuzione, non ci sono problemi. Ma quando
hai a che fare soprattutto (come nel nostro caso) con enoteche, ristoranti e botteghe, finisci per svolgere la funzione di cessione del credito. A questo punto abbiamo cominciato a cercare un’azienda di credito specializzata. Ma quelle di credito al consumo non andavano bene perché i commercianti non hanno quasi mai beni intestati e quindi non riescono a fornire adeguate garanzie”. E così, dopo una ricerca durata tre anni, si è arrivati alla carta aziendale del vino.
“Dall'l ottobre i nostri clienti avranno la possibilità di acquistare vino e pagarlo dopo 180 giorni ad un vero tasso zero, senza interessi né nessuna altra spesa aggiuntiva grazie alla rivoluzionaria carta aziendale del vino in collaborazione con la Carifin Italia. L’importo massimo finanziato e di 5 mila euro che i commercianti potranno avere subito e poi avranno sei mesi di tempo per restituire (grazie alle vendite) la somma. A noi, invece, arriva subito l’intero importo (detratto il costo del servizio). Un modo per lavorare meglio e con maggior sicurezza”,
Autore: Isidoro Trovato

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