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Il Denaro

Dossier de "La Revue du Vin de France": Feudi di San Gregorio tra i 100 migliori vignaioli del mondo ... Ennesimo riconoscimento alla Campania dei vigneti e delle cantine Doc dalla più importante e autorevole rivista e guida francese, 'La Revue du Vin de France'. Ci sono 19 italiani tra i cento migliori vignaioli del mondo citati nel 'Dossier vins du monde' e per la Campania è stato incoronata la produzione dei vigneti irpini dei Feudi di San Gregorio della famiglia Ercolino. Memoria ancora viva del Patrimonium Sanctum Petri d'età gregoriana è la denominazione "San Gregorio", con cui è indicata una contrada dolcemente collinosa, che tra il Sannio e l'Irpinia costeggia la via Appia. È qui che sorge la Feudi di San Gregorio, nata alla fine degli anni '80 dalla volontà delle famiglie Ercolino e Capaldo, espressione in chiave moderna della tradizione e della passione ormai secolare di una famiglia irpina dedita alla terra. L'azienda, situata nel cuore dell'antico Principato Ulteriore a Sorbo Serpico, è dotata di 150 ettari di cui più di 80 di vigneti aziendali, adagiati su colline comprese tra i 350 e i 600 metri di altitudine, impiantati sui più pregiati suoli della collina irpina la cui fertilità nasce da un singolarissimo matrimonio tra substrati sedimentari e ceneri vulcaniche ed è esaltata da una gestione agronomica accurata e rispettosa degli equilibri ambientali. La qualità della Feudi di San Gregorio comincia da questi suoli unici, consacrati alla produzione di pregiati vitigni autoctoni quali il Fiano di Avellino Doc, il Greco di Tufo Doc, l'Aglianico di Taurasi Docg. Per garantire e migliorare nel tempo la qualità dei suoi vini questa azienda conduce una significativa attività di ricerca e sviluppo collaborando con l'Istituto di Coltivazioni Arboree dell' Università di Milano e con il Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell'Università di Napoli. Si realizza in questo modo il progetto della Feudi di San Gregorio, una vera e propria rivoluzione concettuale che ha proiettato i vini campani ai vertici dell' enologia nazionale ed internazionale. Gli altri italiani citati dal Dossier francese sono: 8 toscani (Castello di Fonterutoli, Antinori, Avignonesi, Isole e Olena, Ornellaia, Siro Pacenti, Tenuta San Guido, Tua Rita), 5 piemontesi (Gaja, Roberto Voerzio, Braida, Malvirà, Pio Cesare), l’umbro Caprai, la siciliana Planeta, il veneto Romano Dal Forno,il friulano Mario Schiopetto e la lombarda Cà del Bosco. Così i cugini d’oltralpe si renderanno conto che non esistono solo i loro cru prestigiosi.

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